Verso il nuovo Mondo (politico), anche verso la III Repubblica? Italia nuova per il neonato movimento? La destra vota Grillo con il Pd in crisi d'identità

. Politica

"Boh, si votava a Pizzighettone…", sbuffo' un giorno Silvio Berlusconi tentando di minimizzare una batosta alle amministrative. Matteo Renzi no, non aveva tirato in ballo il borgo lombardo. Ma aveva ribattuto per settimane sulla stessa tesi: "E' solo un voto locale". Vaglielo a spiegare ora, ai media internazionali e agli amici di partito, il tracollo a Roma e la traumatica scoperta della svolta di Torino. Il brillante affresco politico viene dalla spumeggiante penna di Gian Antonio Stella  sul Corriere in un articolo titolato "Il messaggio nazionale dalle 5 capitali". Il fatto (non e' più l'articolo del Corriere) e' che un voto ha sempre una rilevanza politica nazionale e la storia insegna come sia uno sbaglio di grammatica politica volerlo relegare ad una vicenda locale. Di più per la sua rilevanza i ballottaggi di domenica, ancora di più del primo turno, danno indicazioni che portano al nuovo Mondo politico, con un tripartitismo che sconvolge i vecchi assetti e con una destra che al secondo turno vota per Grillo. E' vera una cosa che dice da tempo Renzi, e cioè che il referendum di ottobre sarà tutta un'altra partita, ma il vero campanello d'allarme per il Pd e' non tanto per il referendum, quanto per le prossime politiche. Cioè quando Renzi si giocherà al ballottaggio (difficile nonostante l'ottimismo di qualche tempo fa che riesca a sforare il fatidico muro del 40% per evitare il secondo turno), probabilmente con il grillino Di Maio, la sedia di palazzo Chigi. Con poteri enormi al premier se passera' il referendum di ottobre e con una legge elettorale che Renzi pensava di essersela fatta tagliare su misura. Invece con il dimagrimento di voti e con gli orli fatti dal centrodestra, il vestito ora sembra fatto apposta per Di Maio. Così van le cose in politica. Si e' sparsa la paura tra i dem: "Gli elettori di centrodestra votano per Grillo". Il M5S ha conquistato 19 comuni su 20, dove era al ballottaggi. E L'Italicum, la nuova legge elettorale finisce sotto accusa. Pensare poi che il doppio turno fu voluto dal centrosinistra con Berlusconi che preferiva una giocata secca, perché i dem erano convinti di potere allargare il proprio consenso rispetto al centrodestra ai ballottaggi. Ma non c'erano ancora i 5Stelle. Scherzi del destino. A chi fa la legge elettorale non va mai bene, chissa' perché la ciambella non riesce mai col buco. Per il referendum si vedrà, ma la convenienza politica del M5S, ora saldamente schierato per il No, direbbe di dare via libera alle riforme anche per poterle utilizzare se andrà in porto la conquista del Palazzo alle politiche (Italia nuova per il neonato movimento)). Sarebbe il colmo per Renzi, avere tanto lavorato e faticato per costruire la Terza Repubblica e poi immalinconirsi nel vederla guidare da un altro. Nel tutto il Pd si trova alle prese con una crisi d'identità, non sapendo bene se guardare alla sinistra estrema oppure cercare di fare ricredere i moderati. Certo non con i Verdini ed i Bondi, che si sono dimostrati un vero fallimento….

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi