Alla roulette russa delle politiche nessuno vuole sfidare i grillini. Se al ballottaggio vincerebbero sia con Renzi che con il centrodestra

. Politica

Ora c'e' il referendum, che e' il prossimo appuntamento politico determinante per i futuri scenari politici. La partita con la P maiuscola, come dice Renzi. Partita alla quale il premier affida anche il suo futuro politico da premier. Ma il segretario del Pd dovra' poi vedersela subito dopo con il Congresso del suo partito per poi arrivare, quando sarà, in questa o nella prossima primavera come fissato, al voto delle politiche. A quel punto la posta in gioco sarà altissima, perché se passera' la riforma il nuovo inquilino di palazzo Chigi, sarà il primo di quella Terza Repubblica, tenacemente voluta da Renzi, e potrà rivoltare l'Italia come un calzino. Per Mateo sarebbe il colmo vedere quel lavoro affrontato da altri, magari da un giovanotto come Di Maio, che mentre si faceva la riforma era in tutt'altre faccende affaccendato. Doveva scalare l'insidiosa scala dei vertici nel suo movimento, con ruzzoloni sempre in agguato, visto che in tanti parlano ma che in pochissimi decidono. Centristi e sinistra dem sono al lavoro per una possibile proposta alternativa sulla legge elettorale. Che va ricordato e' già legge dello Stato ed entrera' in vigore, come da codicillo, il primo gennaio del 2017.  Per i centristi e' questione di sopravvivenza, perché la nuova legge elettorale prevede quella soglia minima del 3%, molto difficile da raggiungere per Alfano, dati alla mano delle ultime comunali. E di apparentamenti con il Pd, visto l'esperienza disastrosa e peraltro ampiamente annunciata, con Verdini, non se ne parla nemmeno. Ma anche per la sinistra del Pd e' questione di sopravvivenza, perché Bersani e compagni vorrebbero fare le loro liste per poi allearsi con Renzi. Altrimenti il giovane Matteo scegliera' lui chi inserire in lista anche per la sinistra.  Quelli che a questo punto non hanno nessuna intenzione ne' interesse di cambiare la legge sono i grillini. Che se arriveranno al ballottaggio, sempre se si confermeranno i dati delle amministrative, prenderanno i voti della destra se il secondo turno sarà contro Renzi o del centrosinistra se sarà contro il candidato, peraltro ancora da individuare, del centrodestra. Una vera roulette russa, con la cartuccia che pero' si sa in quale parte del tambura sia. Ed i grillini stanno anche valutando sul referendum, con lo stesso Renzi che pensa che alla fine, se confermeranno il loro No, sarà una campagna molto soft. Per due ragioni fondamentali, la prima e' politica ed e' di convenienza. Al M5S se andranno a governare l'Italia servirebbe e molto un sistema totalmente nuovo per potere anche consacrare la loro novità politica. Doppia novità quindi istituzionale e politica, per un mix che sarebbe tutto da scoprire. La seconda ragione e' che gli elettori 5Stelle sono per il cambiamento e quindi presumibilmente anche per il cambiamento della Costituzione. Come si potranno imparentare con vecchie cariatidi della politica e con chi cerca di salvare orti ed orticelli? Renzi sulla legge elettorale ha detto "per me non si cambia". E molti nella sinistra del sio partito sperano che sia una sorta di invito a spingere altri a cambiarla. Anche Verdini, che sta affrontando lo scoramento totale dei suoi, che si vedono tutti tagliati fuori dal prossimo Parlamento, sostiene: "Matteo alla fine cambierà la legge elettorale". Ma Matteo e' un coraggioso e probabilmente accetterà la sfida, anche perché e' convinto che dopo avere cambiato l'Italia alla fine gli italiani lo premieranno alle elezioni.

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