D'Alema e Prodi a "braccetto" nell'attaccare Renzi. Il Lider maximo "Voterò No al referendum"

. Politica

Due ex presidenti del Consiglio, di centrosinistra, che non si sono mai amati, anzi al contrario "politicamente odiati", rottamati in qualche modo insieme alle loro politiche da Renzi, oggi vanno a "braccetto" nell'attaccare il premier dopo il passo falso alle amministrative. A sinistra non e' un bel vedere e le parole del "comunista" D'Alema e del "democristiano" Prodi rimbombano forte dalle parti di palazzo Chigi. C'e' qualcosa di più della critica, un fondo di astio politico, che invece neppure si intravede nelle critiche mosse dallo stesso Giorgio Napolitano al premier. Troppo personalismo. D'Alema afferma in un'intervista al Corriere, che "Così Renzi sta rottamando il Pd" ed annuncia, come se a qualcuno fosse rimasto il dubbio, che al referendum voterà per il No. E spiega anche che era "fatta meglio la riforma di Berlusconi". Stroncatura completa di tutte le riforme, anche della nuove legge elettorale. L'Iatlicum va cambiato e "la segreteria del Pd deve prenderne atto". Poi un doppio giudizio su Orfini e Fassino. Il primo D'Alema lo liquida con una battuta delle sue "L'ho allevato male". Quanto al secondo non condivide l'ingenerosità di Renzi: "Fassino non meritava la sconfitta ne' sentirsi dire, dopo avere sostenuto Renzi, che abbiamo perso perché avevamo volti vecchi". Certamente non meno tenere le parole di Romano Prodi sulla Stampa: "Serve cambiare politiche, non solo politici. Se non cambiano le politiche il nuovo politico si logora in due anni".  e fa l'esempio del Papa. La spiegazione che segue: "Troppa ingiustizia. Dentro l'ascensore sociale si soffoca". 

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