Brexit, crollo storico per piazza Affari (-12,5%, bruciati 60 miliardi). Ma Renzi rassicura i risparmiatori "Governo e Ue vi difenderanno"

. Politica

E' un crollo storico quello registrato oggi da piazza Affari per il panico scatenato dalla vittoria della Brexit nel referendum britannico. Con il suo -12,5% la Borsa milanese è stata quasi la peggiore in Europa superata solo da Madrid maglia nera. In una sola seduta 'bruciati' 60 miliardi di euro. Un tonfo drammatico, mai registrato dal 1994, con bancari ed energetici sotto tutti a doppia cifra (i bancari anche oltre il 20%) in una raffica di sospensioni al ribasso. Ma il panico sui mercati è stato generalizzato, a partire dalle borse asiatiche fino a Wall Street che ha aperto a -2,5%. Giù di brutto - dal -4% al -8% - anche Parigi, Francoforte e Londra che però ha risentito meno del previsto della decisione assunta dai sudditi della Regina Elisabetta. In questo scenario - dove però lo spread ha tenuto a 162 - si comprende la volontà del governo di tentare di rassicurare. Dopo un vertice istituzionale a palazzo Chigi Matteo Renzi è sceso in sala stampa per lanciare il suo messaggio, che è stato questo: "Sono qui per dirvi che l'Italia farà la sua parte nel percorso che si apre. Il governo e le istituzioni europee sono nelle condizioni di garantire con ogni mezzo la stabilità finanziaria e la sicurezza dei risparmiatori". "L'Europa - ha detto ancora - è la nostra casa, la casa nostra e dei nostri figli e nipoti. Lo diciamo oggi più che mai, convinti che la casa vada ristrutturata, forse rinfrescata ma è la casa del nostro domani". "Il 25 marzo 2017 ricorderemo i 60 anni della firma dei primi trattati europei: vogliamo arrivare a questo compleanno coinvolgendo e facendoci coinvolgere da tutte le istituzioni europee e segnando un lavoro comune di condivisione e unità perché noi italiani sappiamo cosa significa avere la responsabilità verso la storia. Essere responsabili verso la storia non significa solo avere responsabilità verso il passato, ma soprattutto verso il futuro. Arriveremo al 25/3 nella convinzione che nei momenti di difficoltà l'Europa tira fuori il meglio di se stessa". "Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l'Europa è la nostra casa, è il nostro futuro" aveva twittato di prima mattina il premier dopo il risultato del referendum sulla Brexit. 

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