Merkel-Hollande-Renzi, "Ora Gb si sbrighi a uscire". Ma Londra frena. Mercati ancora sotto choc per la Brexit

. Politica

Angela Merkel, Francois Hollande e Matteo Renzi - questa sorta di nuovo 'direttorio' dell'Ue orfana della Gran Bretagna - si sono detti d'accordo sul fatto che Londra debba sbrigarsi ad uscire dall'Unione così come ha deciso la maggioranza dei suoi cittadini nel referendum di giovedì. Per evitare incertezze, per evitare temporeggiamenti che potrebbero essere ancora più dannosi della Brexit. Riuniti a Berlino su invito della Cancelliera alla vigilia del vertice europeo di Bruxelles di domani e dopodomani, i tre leader dei maggiori paesi europei hanno convenuto però anche su un altro fatto: non aprire colloqui formali o informali con Londra sulla Brexit prima che la Gran Bretagna presenti formale richiesta di attivazione dell'articolo 50 del Trattato. Cosa che Londra, in frenata, non intende fare prima di un paio di mesi. Lo ha detto chiaramente l'ormai dimissionario Cameron oggi in Parlamento precisando che quell'articolo potrà essere attivato solo dal nuovo primo ministro britannico: quindi non prima del cambio a Downing Street previsto per la fine di agosto, sempre ammesso che questa procedura non subisca ostacoli. Cameron ha anche detto un'altra cosa e cioè che è da escludere un nuovo referendum per tornare indietro rispetto alla Brexit così come quello per l'indipendenza della Scozia. "Non si può perdere tempo" ha però ammonito Hollande che individua nell'incertezza la "peggiore" delle strade per l'Europa che - opinione comune - continuerà ad esistere anche a 27. D'accordo anche Renzi e la Cancelliera (anche se la Merkel  ha invitato i colleghi a non fare eccessive pressioni su Londra: "Calma e responsabilità"). Domani Cameron sarà a Bruxelles all'inizio del vertice ma se ne andrà subito dopo: la conclusione del summit che dovrà individuare le strategie dell'Ue nel dopo Brexit sarà a 27. "Quello che è accaduto nell'ultima settimana ci dimostra che questo è un tempo propizio: se da un lato siamo tristi per il voto dei britannici è anche vero che questo è un tempo propizio per una nuova pagina dell'Ue" ha detto Renzi nel punto stampa finale prendendo atto che "la Gran Bretagna ha deciso, si volta pagina, non è possibile perdere tempo. Ma contemporaneamente si lavori a una strategia per i prossimi mesi che ci porti al cuore di ciò che l'Europa deve essere". Intanto, dopo un nerissimo venerdì, i mercati non hanno nemmeno cominciato a riassorbire lo choc per l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Ancora giù tutte le borse europe che hanno perso 280 miliardi dopo i 400 bruciati venerdì. Milano maglia nera ha perso 4 punti, con i bancari in grandissima sofferenza, la sterlina è scesa ai minimi da trent'anni rispetto al dollaro e l'agenzia di rating Standard&Poor ha declassato Londra togliendole una A: dalla tripla alla semplice doppia A.

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