Italicum, Grillo "Renzi baro, cambia le carte". Ma M5S sa che se referendum non passa la legge elettorale e' sepolta

. Politica

Fuoco di sbarramento del M5S contro i rumors su eventuali modifiche alla legge elettorale. Dopo Di Maio e Di Battista e' il leader, Beppe Grillo a sferrare un duro attacco a quel Matteo Renzi, che pero' ha ripetuto e con lui i suoi, che L'Italicum non si tocca. Almeno per ora. E sicuramente Renzi può parlare solo per cio' che rientra nelle sue disponibilità. Infatti se ad esempio il referendum costituzionale non passasse, il premier ne rimarrebbe inevitabilmente travolto e non avrebbe più il potere di impedire quei cambiamenti, richiesti anche dalla sua sinistra interna. Queste cose Grillo le sa benissimo e quindi avrebbe anche il modo per evitare alla luce del sole cambiamenti alla legge elettorale, che danneggerebbero il suo movimento, cioè votare si' o quantomeno avere un comportamento soft sul referendum costituzionale. Ed anche questo tra l'altro servirebbe ai cinquestelle, perché una Terza Repubblica, converrebbe anche ai M5S, un movimento nuovo per un paese nuovo. Naturalmente in caso di vittoria alle elezioni. "Renzi e' un baro da due soldi", scrive Grillo sul suo blog e spiega: "Il Pd pensa alla modifica della legge elettorale, non per inserire le preferenze, ma perché l'Italicum prevede il ballottaggio e Renzi ha paura di essere battuto 70 a 30, come e' successo a Roma". Ancora: "In Italia il cambiamento e' iniziato ma c'e' chi a finta di niente e chi prova a bloccarlo, che e' come fermare il vento con le mani". Poi: "Si fanno le regole ad partitum e quando non gli vanno più bene le cambiano, impegnando la Camera che costa 100mila euro aggiorno ad occuparsi dei loro affari e non degli interessi di dieci milioni italiani che vivono in condizioni di povertà".  Conclusione: "Il M5S ha combattuto contro l'Italicum, ma ora Renzi vuole cambiare le carte in tavola perché ha paura di perdere. Un baro da due soldi con la coda tra le gambe. Ai piani alti del Nazareno si aspetta un 'aiutino' della Corte Costituzionale, che dal 4 ottobre dovrà esaminare il ricorso veicolato dal tribunale di Messina sull'Italicum indicando, eventualmente qualche piccola correzione di rotta per rispettare in pieno la sentenza del 2004 che boccio' il Porcellum. A questo punto la vasta maggioranza favorevole alle modifiche della legge elettorale sarebbe 'costretta' a rispettare la sentenza della Corte, magari assegnando il premo di maggioranza alla coalizione e non più alla lista che ha ottenuto più voti".

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