Strage Dacca, Renzi "Italia sia unita come segno che non arretra di fronte alla follia"

. Politica

"Credo che sia il momento in cui l'Italia unita dia un messaggio di dolore e di compassione e pianga lacrime di solidarietà e di cordoglio. Ma dia anche il segno che non arretra davanti alla follia di chi vuole distruggere la nostra vita quotidiana. Le autorità si stringono alle famiglie che hanno vissuto questa terribile mattinata, come già  altre famiglie. Penso a quella Valeria Solesin, caduta al Bataclan di Parigi. Penso alle famiglie delle vittime del museo del Bardo a Tunisi. Ci sono miglia di chilometri tra Tunisi e Dacca, ma la striscia di sangue e' la stessa. E noi abbiamo il dovere di rispondere, fieri dei nostri valori, che sono più forti. E' l'unico modo per onorare questi nostri fratelli d'Italia caduti. Nessuna intenzione di darla vinta a chi pensa di distruggere i nostri valori. Con il Bangladesh, con il Giappone, anche loro colpiti, continueremo la nostra lotta per un'idea di civiltà diversa da quella vista in azione questa notte. Mi appello alle forze politiche e sociali del paese, nell'assoluta convinzione che non mancherà il comune impegno nella difesa dei nostri valori". Con queste parole un Renzi visibilmente commosso ed angosciato da un profondo dolore  ha commentato la strage di Dacca dove sono stati torturati e sgozzati anche 10 italiani. Il premier pero' non ha confermato il numero delle vittime, perché ha spiegato che per rispetto dei caduti devono prima essere informate dal governo italiano le loro famiglie. 

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