Sogni, congiure e complotti nel Pd per sbarazzarsi di Renzi, ma lui gioca come il gatto con il topo

. Politica

Mai i movimenti dentro il Pd sono stati tanto intensi da quando Renzi ha saldamente preso in mano le redini del partito. Molti hanno un sogno, quello di sbarazzarsi definitivamente del giovane leader toscano. E quale occasione può essere più ghiotta di quella di una sua sconfitta al referendum? Altrimenti saranno dolori, perché i rottamati aumenteranno e pure di molto. Ed e' così che temendo il tramonto politico, e non per questione anagrafica, si moltiplicano riunioni, cene ed incontri. Un grande attivismo, che pero' quando si arriva alla luce del sole in direzione, finora si affloscia come un pallone sgonfio, come sarà probabilmente anche domani. Perché un conto e' tramare, un altro uscire allo scoperto. Anche se tutti sanno tutto di tutti. Con un grave errore in politica, perché si costruiscono possibili scenari, senza aspettare le inevitabili variabili della politica. Dalle nebbie e dalle ombre escono anche possibili profili di salvatori in grado di traghettare il Pd verso nuovi lidi, senza neppure mettere in conto che una sconfitta al referendum sarebbe un durissimo colpo non solo per Renzi ma per tutto il partito. Tre i profili individuati dopo interminabili conciliaboli. Ci sono il diligente che pero' non ha certo brillato in politica, lo smanioso manovratore che ha sempre tradito tutti, ed il restauratore dell'era montiana per assecondare mercati e poteri forti. Non e' difficile individuare i possibili prescelti. Giovanni Grasso, attuale presidente del Senato, il ministro dei Benì culturali Dario Franceschini (quello che la sera giurava fedeltà a Letta e la mattina dopo riceveva cerimoniosamente Renzi a palazzo Chigi) e dulcis in fondo, il ministro dell'Economia Carlo Padoan. Tutti e tre per la stessa missione, un governo di scopo per fare la legge di stabilita' e correggere il tanto odiato, tra l'altro mai provato, Italicum. Per Grasso sarebbe una sorta di riedizione di quel governo Fanfani appostamento costruito nell'87 per essere sfiduciato dalle Camere ed andare diritto alle elezioni. Franceschini si ammanta di prospettive più politiche, magari cercando di riesumare Berlusconi concedendogli, con il cambio della legge elettorale, il premio di coalizione anziché di lista, nella speranza che arrivi al ballottaggio al posto di Grillo. Per avere più speranze di vittoria. Monti poi sarebbe una sorta di riedizione del complotto che porto' alla defenestrazione di Berlusconi, perché nella mente degli ideatori (c'e' chi ci vede quel Massimo D'Alema che pero' viene visto dappertutto e non sempre e' vero) dovrebbe rassicurare i mercati e l'Europa. Operazione eventualmente da concordare con i poteri forti. E si sa con Berlusconi fu lo spread, con Renzi potrebbe essere una forte turbolenza bancaria. Renzi sa tutto e quasi si diverte, per quel che c'e' da divertirsi. visto che sono in gioco le sorti del paese. Gioca come il gatto con i topi non avendo di fronte certo dei giganti della politica, lui che appena arrivato ha già dimostrato di sapersi districare molto bene. Difficilmente farà la fine della volpe in pellicceria. Degli altri e' meglio non parlare di volpi… Innanzitutto c'e' il referendum e prima di allora ogni discussione sulla legge elettorale e' inutile e sviante per chi vuole fare progetti e non esercizi personali. Se Renzi vincerà avra' poi la strada in discesa e difficilmente gli toglieranno la meritata soddisfazione di essere il primi premier di quella Terza Repubblica da lui tenacemente voluta. Il premier mette anche in conto il per lui malaugurato caso di sconfitta. Allora e' ovvio lascerebbe non si farebbe lasciare arrostire come un pollo allo spiedo e guarderebbe dall'alto cosa succede. Perché uno se ne può andare anche da palazzo Chigi, ma certo lasciare la politica a quarant'anni. Sarebbe un po' troppo presto per chi forse un giorno potrebbe aspirare pure al Quirinale. Del resto chi più di  di lui in questo momento potrebbe cullare questa aspirazione?

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