Banche e complotti, tallone d'Achille di Renzi. Bce a MPS, rientri di 10 mld

. Politica

Il vero tallone d'Achille per Matteo Renzi sono le banche. Se mai si dovessero saldare contro di lui forze interne ed esterne rischierebbe di fare la stessa fine di Berlusconi nel 2011 quando fu defenestrato da quello che ormai appare chiaro essere stato un complotto. La Bce ha chiesto, come ricostruito da Repubblica, al Monte dei Paschi un piano per "sgravare il bilancio di una buona fetta di sofferenze", oltre 10 miliardi (dai 46,9 del 2015 a 32,6 miliardi da raggiungere nel 2018) nell'arco dei prossimi tre anni, con una lettera inviata alla vigilia  del referendum sulla Brexit. Più di un sospetto che ha generato vendite in borsa, con titoli bancari sospesi a Milano e poi in caduta. Per fortuna, per ora, controllata. Il Fiancial Times dipinge una situazione molto tesa, nella quelle l'Italia sarebbe pronta ad andare avanti da sola e rafforzare il sistema bancario anche senza un accordo con l'Europa per trovare una via all'interno delle regole comunitarie, che permetta la ricapitalizzazione senza far scattare il coinvolgimento di azionisti e obbligazionisti. Da palazzo Chigi arriva una smentita su questa ricostruzione: "Sulle banche, e' noto che Renzi prediliga le soluzioni di mercato, nel rispetto delle regole vigenti in Europa".  Quindi per Renzi nei prossimi mesi ostacolo doppio, referendum e banche. E dovrà fare un percorso netto, prima di arrivare alle prossime elezioni politiche.

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