Cannabis, sulla legalizzazione scintille alla Camera. Ncd e Fi contro. Partiti divisi. Legge rimandata a settembre

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Alla fine l'esame nel merito della legge è stato rimandato a settembre quando le posizioni dei partiti (e al loro interno) saranno più chiare e soprattutto si conoscerà la sorte dei duemila emendamenti 'soppressivi' presentati dai deputati contrari alla legalizzazione della cannabis (primo firmatario del ddl Roberto Giachetti), in maggioranza del centrodestra (solo l'Ncd ne ha presentati 1.300). Tutto da vedere nel merito dunque il destino del trasversale ma contestato ddl, con i partiti divisi al loro interno, la maggioranza separata in casa e il centrodestra che promette barricate prevedendo che comunque al Senato, dove i numeri sono più ballerini, il provvedimento sarà affossato. A Montecitorio, come avvisaglia delle burrasche d'autunno, oggi ci sono state le prime scintille in aula tra i 'pro' e i 'contro' quando è iniziata la discussione generale che però, per il solo fatto di esserci stata - è infatti la prima volta che il Parlamento decide di occuparsi della legalizzazione della cannabis - è stata considerata un successo dall'intergruppo parlamentare nato a sostegno del ddl e composto da 221 parlamentari, nella stragrande maggioranza di centrosinistra. Dell'intergruppo che ha sottoscritto la proposta di legge ("Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati") fanno parte 87 deputati del M5s, 85 del Pd, 24 di Sinistra italiana, i 16 fra civatiani ed ex grillini di Alternativa libera-Possibile, oltre a 7 montiani di Scelta civica e due forzisti. Per l'approvazione della legge ne servono 315, quindi mancano per ora all'appello una novantina di deputati: non sarà una passeggiata.  "Oggi si comincia il dibattito senza ipocrisie ma poi l'esame si aggiornerà a settembre ed è lì che i partiti dovranno decidere l'approccio" ha detto il capogruppo Pd in commissione Giustizia Walter Verini. Ma già rullano i tamburi di guerra di Alfano e di Fi: "La proposta di legge non andrà avanti di un millimetro" ha detto Maurizio Gasparri senatore di Forza Italia e vicepresidente del Senato. "Quindi - ha proseguito - sconfitta totale del fronte pro droga e dei suoi intellettuali di riferimento, che oggi su due quotidiani hanno fatto inutilmente rullare i loro tamburi. E anche se poi la Camera avesse qualche bizzarra tentazione, il Senato sarebbe la tomba di una dissennata scelta. I Saviano (per il giornalista scrittore la legalizzazione della cannabis può indebolire mafie e terrorismo, ndr), i Mieli e i loro corifei sono stati sbaragliati".

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