Mattarella, la data del referendum come la caccia ai Pokemon... E i Cinquestelle lo attaccano

. Politica

Non solo la gravissima minaccia del terrorismo islamico con l'invito all'Italia e all'Europa a non avere paura, a non entrare "nell'età dell'ansia" ma in quella della responsabilità e dell'agire comune. Sergio Mattarella parla anche di referendum nella tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale con la stampa parlamentare e nel paragonare le polemiche "un pò surreali" sulla data (ancora da fissare) alla "caccia ai Pokemon" si attira gli strali dei Cinquestelle, i più accesi nel sostenere che non verrà consentito a Renzi "di tenere nascosta la data fino all'ultimo momento". Secondo il M5s dunque il capo dello Stato avrebbe perso un'occasione per tacere. Ma che ha detto Mattarella? "Non posso che condividere l'auspicio - ha affermato il presidente della Repubblica - che il confronto si svolga sul merito della riforma sottoposta al voto popolare perché l'elettorato si esprima con piena consapevolezza, nella sua sovranità". "In queste settimane, talvolta, a proposito della data e del cosiddetto spacchettamento, mi è parso di assistere a discussioni un po' surreali, quasi sulla scia della caccia ai Pokemon. Si è parlato anche di discussioni tra le forze politiche su uno "spacchettamento" della domanda referendaria. Va forse chiarito che, a quel riguardo, le forze politiche non avrebbero avuto alcun potere né possibilità di discuterne, così come non ne avrebbe avuto il Capo dello Stato". Immediata la replica polemica del M5s: "Ha perso una occasione per tacere. Mattarella - dice Danilo Toninelli -- parla di caccia ai Pokemon per chi cerca di capire la data del referendum. Ho il massimo rispetto per la carica che ricopre, ma non posso evitare di dire che il Presidente ha perso un'occasione per tacere. Tralasciando il discutibilissimo paragone fatto, è vero che la Cassazione ha tempo fino al 15 agosto per emettere l'ordinanza. Ma è altrettanto vero che, da quel momento, la Presidenza del Consiglio, cioè Renzi, ha 60 giorni per decidere la data del voto che può essere tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo. Quindi Renzi può gestire a proprio piacimento l'enorme lasso di tempo di 80 giorni entro cui muoversi per decidere quando indire il referendum. Le sembra poco signor Presidente?". "Per me - prosegue - e sono convinto anche per lei assolutamente no. Soprattutto se consideriamo quelle forze civili e politiche che hanno bisogno di certezze per poter organizzare la propria campagna referendaria. Non accetteremo che Renzi tenga nascosta la data fino all'ultimo momento. Non lo faccia neppure lei che è il garante della Costituzione".

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