Parisi "No a modelli lepenisti nel nuovo centrodestra, ma necessario unire su programmi"

. Politica

Stefano Parisi, per ora solo incaricato da Berlusconi di riorganizzare FI e contemporaneamente di rilanciare il "polo dei moderati" sul modello Milano, e' al lavoro, con la prospettiva di diventare il leader di un nuovo centrodestra al più presto, prima che si entri concretamente nel clima di nuove elezioni politiche. Il che potrebbe avvenire nei prossime mesi, subito dopo il referendum costituzionali di fine ottobre od inizi di novembre.  In politica i tempi non sono un dettaglio e Berlusconi ben lo sa, tanto da volere affrettare la sua successione. "Tocca all'ala moderata stabilire la rotta. Tocca ai moderati riconsegnare a quest'area la sua centralità ed il suo primato". L'"incaricato" affida le sue parole al Corriere. Il suo, come dice l'intervistatore Francesco Verderami, e'un "progetto liberal-popolare". Stefano Parisi si intesta "un'idea di governo, non un'idea minoritaria" e assegna a Berlusconi "l'imput" di modernizzatore", "e' lui che sta spingendo per il cambiamento e che potrebbe recuperare almeno una parte di quei dieci milioni di voti persi per strada dal centrodestra". Per riuscirci "serve una linea alternativa al centrosinistra e competitiva con i Cinque Stelle. Serve una politica nuova, con una classe dirigente onesta  e di qualità che muova dentro processi decisionali trasparenti. Serve un linguaggio di verità sui temi scottanti, fuori dal politicamente corretto di certe élite  che hanno fallito. E serve anche un fair play politico che superi le logiche di delegittimazione delle forze avversarie. Perché questi atteggiamenti, le urla in tv, hanno indotto i cittadini a disertare le urne. O a votare contro qualcosa e non più per qualcosa". Parisi affronta anche il decisivo nodo delle alleanze, perché ben sa che senza la Lega, e' destinato alla sconfitta. Pero' i paletti li mette da subito: "Nel perimetro moderato non c'e' spazio per modelli lepenisti. Porre adesso pregiudiziali sarebbe un errore e se la Lega vuole governare, questo problema se lo deve porre". Infine svela il suo obiettivo: "L'dea sarebbe quella di mettere insieme l'ala più moderata e quella più radicale, contano i contenuti". Parisi lo ha già fatto a Milano ed ha sfiorato il successo. Ora punta a realizzare il suo modello a livello nazionale.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi