Referendum, Speranza (leader sinistra Pd), "senza modifiche no. Dopo Renzi non c'e' diluvio…". Con il "no" sarebbe "divorzio" nel Pd

. Politica

Si sta per aprire una battaglia, forse quella finale, nel Pd sul referendum e sull'Italicum, la nuova legge elettorale. Nulla e' ancora scontato e gli scenari potrebbero mutare a secondo di come andrà il voto e a secondo di come si presentera' all'appuntamento del referendum la sinistra del Pd. C'e' grande movimento ed in dieci hanno presentato un documento per il no, se prima non verra' modificata la legge elettorale ed ora anche il leader dell'opposizione interna, Roberto Speranza, conferma questa posizione invocando la libertà di coscienza per il voto. Pero' alcuni punti appaiono fermi, perché la politica non fa sconti a nessuno ed ha le sue regole. Se Renzi perderà, e questo lui ben lo sa, avra' finito la sua avventura politica. Potrebbe anche rimanere per qualche mese, giusto il tempo per approvare la nuova manovra finanziaria, ma sarebbe un'anatra zoppa, avendo fallito il suo vero obiettivo. E' quello che sperano i suoi avversari, soprattutto quelli interni. Se invece vincerà avrà la strada spianata per regolare i conti interni e vincere le elezioni, diventando il primo premier di quella Terza Repubblica da lui tenacemente voluta. E se la sinistra del Pd dovesse effettivamente votare no, compierebbe se non una scissione formale, qualcosa di molto simile. Una sorta di "divorzio" insanabile e non sarebbe certo chiamata da Renzi a partecipare a quella Terza Repubblica, da lei ostacolata. Ma c'e' ancora tempo e solo alla fine si vedranno i vari posizionamenti. "Se stasera entrassi in una macchina del tempo, e ne uscissi nel giorno in cui si vota il referendum, e se tutto fosse ancora come oggi, non sarei in condizione di votare si'. E lo sa perché? Considero l'Italicum e la riforma costituzionale inscindibili, un'unica grande revisione dell'architettura istituzionale. Per questo, senza una vera svolta sulla legge elettorale, il giudizio complessivo finirebbe per essere negativo. E quindi non potrei votare si'". Queste le parole di Roberto Speranza in un'intervista a Repubblica. Ancora: "Il problema e' che non bastano ammiccamenti o segnali di fumo, e' l'ora delle risposte politiche". Sempre che Renzi intenda darle. Per ora e' a Rio lontano anni luce dalla beghe di bottega. Speranza sostiene anche che se dovesse vincere il no non ci sara' un "burrone". "La scelta d'autunno - spiega - non sarà sul governo o sul partito, ma sulla Costituzione, e infatti ci dovra' essere libertà di coscienza". Speranza pero' in cuor suo sa bene che non e' così' e sa che se Renzi perderà sarà finito. Infatti dice anche: "Dopo di Renzi non c'e' il diluvio… In un grande partito come il nostro, in un paese democratico, ci sono tante personalità. Il premier e' la più importante, ma un partito e un paese vanno avanti a prescindere dalle questioni personali. Io lavoro nel Pd per costruire un'alternativa a Renzi. Anche perché non siamo un partito personale e il nostro destino  non e' legato ad un solo individuo". Speranza dovrebbe pero' tenere anche in conto se Renzi vincerà sarà proprio un "solo individuo" a decidere tante cose, a partire dalle liste elettorali per le prossime elezioni. Rischiano in molti...

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Commenti

0 # gilgamesh ninive 2016-08-08 11:48
Sig. Speranza le debbo dire che mi sto strappando i capelli al pensiero che lei voti no.

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