Ferragosto di Berlusconi, si dedica al giardino e alla famiglia. Verso il patto delle azalee? Il grande rientro previsto per i suoi 80 anni

. Politica

Silvio Berlusconi sta bene dopo la pesante operazione al cuore. E' in Sardegna a Villa Certosa dove sta rapidamente recuperando la forma migliore. "Hai visto come e' diventato bello questo parco? E guarda che alberi, presto ne piantiamo degli altri. E poi guarda che meraviglia queste azalee…". Con voce pacata, animo sereno, tanta vitalità e tanta voglia di futuro il Cavaliere parla con i suoi amici piu' stretti, che si alternano come suoi ospiti. Passeggiate, poco mare, dieta rigorosa sono la sua ricetta per recuperare tutte le forze, necessarie per il suo rientro sulla scena politica. Ma non c'e' fretta, assolutamente no. Berlusconi guida da lontano, solo con alcuni consigli, la difficile missione di Parisi di rifondare un nuovo centrodestra. Evita accuratamente interventi sui temi di attualità come referendum, banche, crisi economica. Facendo in questo un gran favore a Matteo Renzi. Piacere involontario o concordato? Tanto che qualcuno comincia a parlare anziché di patto del Nazareno di "patto delle azalee". Finche' Berlusconi si cura di fiori e nipoti invece che di referendum per Renzi e' tutto di guadagnato. Unico strappo alla dieta con qualche coppa di champagne la festa per i cinquant'anni della figlia Marina di alcuni giorni fa. Per il 29  settembre, giorno del suo ottantesimo compleanno, e' prevista una kermesse di Forza Italia che dovrà dare un segnale per un suo rilancio. Ma lui il gran capo non dovrebbe essere presente. Probabilmente quella degli ottanti anni sarà una festa che festeggerà in famiglia ma che comunque vuole anche essere "il giorno del suo grande ritorno sulla scena". Il Cavaliere che sta ancorando sistemando il suo patrimonio per mettere i figli nella condizione assai difficile di non litigare un domani, dopo avere ceduto per amore e con dolore il suo Milan, vorrebbe fare al suo rientro l'allenatore di una squadra compatta che gioca più per il gruppo che per il solista, come ai bei tempi di Van Basten. Berlusconi e' per il no al referendum più per compiacere alcuni alleati ed anche per ripicca (vistoche la sua riforma molto  simile a quella di Renzi gli fu bocciata, perché il centrosinistra di Prodi si impegno per il no al referendum) che per reale convinzione. Berlusconi difficilmente si impegnerà in una campagna dall'esito incerto, con molti dei suoi elettori che sono per il si'. Subito dopo pero' riprenderà, come padre nobile, le redini del centrodestra per decidere in base a cosa avranno deciso gli elettori quale strada scegliere. 

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