Berlusconi cura le sue azalee e Grillo se la spassa su uno yacht. Solo la sinistra dem indaffarata per il no al referendum contro Renzi

. Politica

Berlusconi si sta riprendendo dall'operazione al cuore. Sta bene, e' tranquillo, ha voglia di vita e di futuro ed aspetta il suo ottantesimo compleanno, che cade il 29 settembre, per riaffacciarsi sulla scena politica. Altrettanto tranquillamente Beppe Grillo, che dietro la sua faccia istrionica di comico consumato, nasconde quella di un ormai esperto politico, trascorre alcuni giorni sullo yacht di un suo amico, l'imprenditore della pelle sintetica, Enrico De Marco. E siccome e' una barca da tenta metri gli ospiti sono tanti e variamente colorati politicamente. C'e' anche il manager di Mondadori, Ernesto Mauri, inseparabile amico di Silvio Berlusconi, ed il sindaco del Pd, ultrarenziano, di Bergamo, Giorgio Gori con la moglie, la giornalista Cristina Parodi. Di gossip e pettegolezzi ne girano tanti come sulle conversazioni tra l'eterogenea, ma forse neanche tanto, compagnia, davanti a champagne ed aragoste. Si parla a ruota libera di ricette culinarie e di politica, con il referendum convitato di pietra. La sensazione e' che alla fine ne' Berlusconi, ne' Grilllo osteggeranno più di tanto il si' alla consultazione popolare. Loro sono per il no, ma senza impegnarsi troppo, anzi. A Berlusconi non conviene una crisi che sarebbe inevitabile se vincesse il no e conviene mantenere buoni rapporti con Renzi anche in vista di possibili futuri accordi agli albori della Terza Repubblica. Ma a chi proprio non conviene che vinca il no e' a Grillo. Perché con il no e la conseguente crisi ci sarebbe un governo che modificherebbe radicalmente la legge elettorale. L'unica con la quale potrebbero non solo vincere ma trionfare i Cinque Stelle. In caso di vittoria del si', se invece ci saranno dei cambiamenti all'Italicum, saranno solo dei ritocchi. E poi se passeranno le riforme i grillini potrebbero essere chiamati a guidare per primi la Terza Repubbica. Una nuova Italia per un nuovo movimento con molti più poteri per premier e governo. Perché mai rinunciarci? Per ora e' solo la sinistra dem molto indaffarata  nel no al referendum, per togliersi di mezzo quel Renzi che si e' mangiato voracemente tutti gli ex comunisti. Non sono stati i comunisti a mangiassi il bambino, ma il bambino, divenuto giovanotto, a mangiarsi loro. A strillare e' anche Lidia Menapace, ex partigiana con L'Ampi esclusa, perché per il no dalle Feste dell'Unita'. Che dice: "Vietato parlare del no? L'Anpi, l'associazione dei partigiani, non e' a disposizione di Renzi. Finito il tempo del pensiero unico".

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