Dalla "marcia su Roma" del M5S alla possibile Caporetto. Fughe, dimissioni, ripicche. La Raggi "Basta o mollo"

. Politica

Quello che sta succedendo a Roma ha dell'incredibile. Sembra la storia di un bravo autore di thriller con il finale ancora da scrivere. Ma di colpi di scena, di brusche virate, di quanto di peggio possa mostrare la politica, con vendette, fughe e sospetti, ne sono successi tanti in questi primi due mesi di Virginia Raggi, che avrebbero dovuto essere la luna di miele con i romani. Ed invece quello che temevano in diversi anche tra i Cinque stelle e che invece speravano in molti tra i loro avversari, in prima fila quelli del Pd, si e' puntualmente avverato. Non basta esser giovani e nuovi per governare una citta' come Roma che, oltre ad essere capitale, e' una delle più grandi e malmesse aziende del paese. L'onda grillina sta sbattendo violentemente contro lo scoglio della realtà, del fare politica. I Cinque stelle sempre alle prese con "il puro più puro" e con una sorta di moralismo che provoca quasi una caccia alle streghe, si trovano nella risacca provocata dallo loro stessa onda e ne sono in balia, incapaci a riprendere una rotta accettabile di governo. Quella che era sembrata la loro "trionfante marcia su Roma" si sta trasformando in una retromarcia su Roma con il possibile esito di una Caporetto politica. Che metterebbe fine ai sogni di Di Maio di diventare premier. Ora lo stesso Di Maio, che vuole proteggere la Raggi e lasciarla "libera" nelle sue decisioni, grida al complotto: "E' tutto ovvio, abbiano toccato i poteri forti…Ed e' solo l'inizio". Certo e' che tanto per cominciare i pentastellatti potrebbero cominciare a non litigare e scannarsi tra loro, a partire dal quel direttorio che affianca il sindaco e ne vuole essere custode assoluto. E nel drettorio ci sono anche i "nemici" della Raggi, che quasi alle lacrime, sbotta: "Ora basta o mollo tutto" e spiega, a chi non la volesse capire, "Basta con le guerre intestine e sotterranee, con le indiscrezioni fatte filtrare sulla stampa". Beppe Grillo sarebbe dovuto venire a Roma lunedì, ma il blitz e' stato annullato. Forse per concedere almeno apparentemente fiducia ai suoi. Il direttorio aveva preparato una lettera alla Raggi per concederle, come chiede e pretende, "piena autonomia". Ma poi e' saltata anche la lettera. Sulle chat l'allarme degli attivisti "Se forza con Marra (quello che era legato ad Alemanno) viene giù il modo". Insomma nulla sembra risolto ed il finale aspetta...

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