"Sapevano e hanno taciuto". Direttorio M5S "ignaro" vuole isolare Virginia dal "raggio magico" dopo il caso De Dominicis

. Politica

Situazione sempre più ingarbugliata al Campidoglio. Sta anche emergendo una frattura tra Virginia Raggi ed l Direttorio dei Cinquestelle, che avrebbe il compito di controllarla, ma la Sindaca non pare avere alcuna intenzione di vivere il suo mandato da "commissariata". E' soprattutto questo il punto che sta portando a questa guerra intestina dagli esiti imprevedibili. Ogni giorno c'e' n'e' una, se non due. Ad alimentare il caos capitolino ci ha pensato l'assessora all'Ambiente, Paolo Muraro (ascoltata insieme alla Raggi  in Parlamento dalla commissione bicamerale sulle Ecomafie), ammattendo a malincuore (finora aveva sempre smentito sia lei che i suo avvocato) di sapere dal 19 luglio di essere indagata dalla Procura di Roma in merito alla violazione delle norme sulla gestione dei rifiuti. Inchiesta che la stessa Procura aveva aperto già ad aprile, tanto che la Muraro risulta indagata dal 21 dello stesso mese. A sorpresa anche sindaca ha ammesso di sapere già dopo il 19 luglio che era stato aperto un fascicolo. Pero' continua a difendere la sua assessora "c'e'una contestazione generica, non c'e' alcun avviso di garanzia". E si' che di mestiere la Raggi faceva l'avvocato, per ricorrere a spiegazioni di lana caprina. La Muraro si e' invece difesa sostenendo di essere al centro di un attacco mediatico. Quel che e' certo, e che e' stato rilevato in commissione, e' che "sapevano ed hanno taciuto", anzi hanno negato fino a ieri che la Muraro era coinvolta in un'inchiesta. Ma ormai le grane per la Raggi sono come le ciliegie ed arrivano sempre in coppia. Così e' scoppiato anche il caso Dominicis, il giudice appena nominato dalla prima cittadina alla guida del Bilancio del comune di Roma. Lo stesso giudice, candidamente, ha confidato al Corriere: "Un amico, l'avvocato Sammarco, mi ha chiesto la disponibilità e io ho ritenuto di dovermi mettere a disposizione". Quindi il contatto con la Raggi e' dovuto a Pieremilio Sammarco, titolare dello studio nel quale lavora anche il fratello che ha difeso il tanto vituperato Cesare Previti, a sua volta avvocato presso cui la Raggi ha svolto il suo praticantato. Immancabile la polemica, con il Pd che chiede a gran voce "Chi decide a Roma? Forse Previti?". Ed ancora "sembra uno scontro tra lo studio Sammarco e lo studio Casaleggio. Qual'e' la libertà del sindaco?". Domande inquietante e senza risposta con il Direttorio del M5S che pur avrebbe dovuto controllare le nomine della Raggi "ignaro" di tutto e ovviamente in profondo stato confusionale tra sgomento e rabbia. Luigi Di Maio, il candidato in pectore come premier per le prossime elezione dei Cinquestelle, cerca di riprendere il controllo della situazione. A questo punto sarebbe pronto a pilotare un intervento drastico sul Campidoglio, una soluzione netta ed immediata di tutti i problemi dell'amministrazione Raggi, per  ripartire. C'e' da dire che questo tipo di interferenza di un partito o movimento che sia, e' del tutto irrituale e contrario alle norme. Il sindaco una volta eletto dovrebbe garantire tutti ed essere quindi immune dalla stessa volonta' della sua parte politica. Pero' Di Maio, come ha spesso ripetuto, sa che a Roma il M5S si gioca tutta la credibilità per il suo futuro. E' ad un bivio, come ad un bivio e' tutto il movimento diviso tra l'ala istituzionale-gevernativa e quella radicale. Su una cosa si trovano tutti d'accordo nel Direttorio "Dobbiamo resettare tutto e subito per portare Virginia fuori dal cosiddetto raggio magico, di cui e' evidente faccia parte Sammarco". Oltre all'avvocato, i nomi più discussi sono quelli di Raffaele Marra, uomo già vicino a Gianni Alemanno, oggi vice capo di gabinetto, e di salvatore Romeo, capo della segreteria.

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