Il "vaffa" di Grillo, il mezzo mea culpa di Di Maio, e l'autodifesa della Raggi. Ma la toppa e' peggio del buco

. Politica

La frenetica giornata dei Cinquestelle alle prese e divisi tra loro sul caso Roma e sulla sindaca Virginia Raggi si conclude sul palco di Nettuno (senza la stessa Raggi) ma con Grillo affiancato dal Direttorio al completo, che si era riunito in precedenza per ben otto ore, vicino alla cittadina laziale. I pentastellati hanno ribadito il loro No al referendum, ma l'attenzione di tutti era puntata verso ben altro. Così dopo discussioni e litigi e' prevalsa l'opzione dello scaricabarile. L'antico vizietto, soprattutto italico, di dare la colpa di qualunque cosa accada sempre e solo agli altri. La toppa potrebbe così' riuscire anche peggio del buco, perché tutto in ordine in simili casi equivale a dire, niente risolto. Come futura conseguenza potrebbe incrinare la candidatura del giovane Di Maio alla leadership grillina per palazzo Chigi. "Raggi va avanti, noi vigileremo", e' l'ordine impartito da Grillo ai suoi nella ricerca di un'unita che al momento appare una chimera. Beppe scalda la piazza attaccando il sistema che resiste al movimento. "C'e' un sistema che reagisce contro di noi, siamo tornati a due anni fa quando dicevano che il M5S e' morto", le sue parole. Il consueto Vaffa, rivolto al sistema conclude il suoi intervento. Grillo si era presentato sul palco, come usa fare, in modo spavaldo. "Giornata difficile sono euforico". Poi un pensiero rivolto alla Raggi "sta reagendo benissimo a situazioni impossibili". "Virginia sta reggendo benissimo, e' una situazione simile al primo sindaco negro del Mississipi. Noi siamo l'impossibile". Usa anche il sarcasmo "mi aspettavo molto di più, molto…", "mi aspettavo un avviso di garanzia a me, 5 chili di cocaina nella macchina…". E su Di Maio, proseguendo sul filo dell'ironia e del paradosso, l'indiscusso leader dice che su di lui si aspettava un po' di gossip "che scoprissero finalmente che e' omosessuale…" E chiosa, a scanso di equivoci, "non ci sarebbe niente di male, per l'amor di Dio...E invece ecco lui e l'sms e siete in crisi…Ma che meraviglia!", sbotta, evocando quella "merda cosmica" sul suo movimento. Ma il più atteso era di Maio, fuggito dalla tv e dipinto dai suoi "amici" più o meno scherzosamente, come il "Coniglio mannaro", ovvero L'Arnaldo Forlani della sua epoca d'oro. Anzi qualcuno gli toglie pure il mannaro, per lasciare solo il "coniglio". Così il giovane studente in premiership, recita un mezzo mea culpa, che non convince tutti "Ho commesso un errore. Ho sottovalutato il contenuto della mai che mi era stata inviata (gliela aveva mandata la Taverna per metterlo a conoscenza dell'indagine corso, a carico dell'assessore Muraro). Per questo non lo ha detto a Roberto, Carla, Carlo, Alessandro. L'ho sottovalutata e sono qui a dirvelo negli occhi". La Raggi, qualche ora prima, si era difesa sui Facebook, ribadendo le sue buone ragioni "Lo dico chiaro a tutti: saranno i pm a decidere se c'e' un'ipotesi d reato o si va verso una richiesta di archiviazione. Non i partiti o qualche giornale. Intanto l'assessore deve continuare a impegnarsi per ripulire la città. E si metta fine alle polemiche". Il capro espiatorio potrebbe essere uno dei fedelissimi, che lascerà il suo posto di capo di gabinetto. Ma attenzione al trucco perché Virginia potrebbe ricollocarlo nella sua segreteria, dalla quale continuerebbe a svolgere importanti funzioni, soprattutto di diretta consulenza alla sindaca. Che poi a lei e' quello che importa. Conclusione il movimento rimane diviso tra filo governativi e radicali. Con tra i primi di Maio, mentre Grillo preferisce i secondi, quelli che ritiene più genuini, perché affini ai motivi di nascita dei suoi Cinquestelle.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi