"Vaffa di Casaleggio a Grillo prima della morte" il racconto della "rottura" di 2 fuoriusciti del M5S

. Politica

"Poco prima di morire Gianroberto Casaleggio ruppe con Beppe Grillo e lo apostrofo', anche proprio con parole spesso usate dal comico con i suoi avversari, Vaffa… ". Lo rivelano in un libro retroscena "Supernova" due fuoriusciti dal movimento, Nicola Biondo e Marco Canestrari, in passato molto vicini ai vertici dei cinquestelle. L'anticipazione, che ha scatenato lo sdegno di molti parlamentari e militanti del M5S, e' stato anticipato dalla Stampa. "Quando Gianroberto Casaleggio - si legge nel libro - muore, non si parla più da giorni con Beppe Grillo. L'ultima telefonata tra i due fu un'amara litigata che si concluse, ironia della storia, proprio nello stesso modo in cui era iniziata l'avventura del movimento, con un vaffa e la rabbia. Solo che stavolta a essere mandato a quel paese era Grillo stesso. Vaffa accompagnato da un laconico, basta non ti voglio più sentire". I motivi della rottura sarebbero gravi e dimostrerebbero l'esistenza di una profonda crisi interna. All'origine dello scontro la migrazione del blog di Grillo al blog delle stelle, di cui il comico genovese non era stato informato. Ed anche della conseguente nascita della piattaforma Rousseau. Grillo la prende malissimo, perché in questo modo non c'e' più il suo blog al centro dell'attenzione, non e' insomma più il "motore propulsivo del movimento". Ma Casaleggio sceglie di guardare oltre a Grillo, tutelando la sua azienda e accontentando al tempo stesso le richieste dei parlamentari emergenti che vogliono il loro spazio autonomo senza l'orma pesante e continua di Grillo. A lui tutto questo non va giù e teme di essere progressivamente scaricato. Ed in effetti, sempre secondo questa narrazione, Grillo, fuori dal palco, nel movimento conta sempre di meno, soprattutto nella gestione quotidiana. Solo Carla Ruocco e Roberto Fico restano fedeli alle origini, mentre di Maio e Di Battista, entrambi in piena ascesa, pensano e sperano di potere fare a meno di Grillo. Meritandosi per questo l'appellativo di "ragazzini cattivi", affibbiato loro dalla Ruoco. Ora i rapporti sarebbero sempre molto tesi tra Davide, figlio ed erede di Gianroberto e Grillo. I ribelli, che possono contare sul loro Direttorio, come forza gestionale, vorrebbe una modifica dello statuto. Cosa discussa di recente in un'animatissima riunione a Milano. Annuncio finale di Casaleggio jr, "Da domani si vota lo statuto". Un vero strappo. Ma a quell'annuncio non e' seguito più nulla. Doveva essere pronto prima della festa nazionale, che si terra a Palermo il 24 e 25 di settembre. Festa che secondo le conclusioni dei due fuoriusciti, potrebbe "essere davvero l'ultima festa di Grillo come leader del movimento". 

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