Ora e' il sindaco a non volere Olimpiadi a Roma, con Renzi per il si, prima Monti boccio' progetto Alemanno

. Politica

Oggi e' la sindaca ed il suo movimento a non volere le Olimpiadi a Roma per il 2024, mentre Mateo Renzi era per il si'. E' anche rimasto profondamente deluso e resta convinto che per la capitale l'evento avrebbe significato posti di lavoro, fondi internazionali e riqualificazione urbana e che per questi motivi la decisione della sindaca sia un autogol, un classico esempio dell'Italia del no. Lui che e' invece sempre per il si' e non solo al referendum... Renzi si era anche speso in prima persona, in Brasile, con il Comitato olimpico, sembra con ottimi risultati. Insomma la candidatura di Roma, anche per merito del premier, era quella super favorita. Non e' pero' la prima volta che a Roma, dopo le Olimpiadi del 60, accade di dovere rinunciare ai giochi. L'allora sindaco Alemano, le aveva progettate per il 2020. Ed allora fu Monti, anche lui per principio contrario, a spulciare i conti della candidatura per giustificare il suo no. Allora il centrosinistra era contrario anche perché non gli andava giù che ad organizzare le Olimpiadi fosse un sindaco della destra. Cambiarono parere con l'avvento di Marino ed infatti ritirarono fuori la candidatura per il 2024, che approvarono in Consiglio comunale ( a tutt'oggi e' l'unico atto formalmente valido in attesa della nuova pronuncia dello stesso Consiglio, che dovrebbe capovolgere la decisione entro i primi di ottobre con la mozione dei cinquestelle), perché nel frattempo per il 2020 era stato tutto gia' deciso. Insomma una volta ci fu il sindaco favorevole ed il premier contrario. Oggi le partì si capovolgono, ma per Roma il destino e' sempre lo stesso.

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