I valzer di Berlusconi che non molla, il problema del centrodestra e' solo la leadership per palazzo Chigi

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Berlusconi non molla e non ha nessuna intenzione di mollare. Ceduto il Milan, che era nel suo cuore, e con in corso i lavori per sistemare il suo patrimonio per un domani che si augura il più lontano possibile, la sua più impellente preoccupazione e' quella di "vendicarsi" di quelli che ritiene i tanti affronti subiti, da magistratura e non solo, e di ritornare in Parlamento. Ma ben sa che quel giorno non e' così vicino, perché su di lui ancora pesa la spada di Damocle della incandidabilita', almeno fino a che la Corte europea non riesaminerà il suo caso. E sempre che per lui da Strasburgo giungano, quando sarà, buone notizie. Allora logica vorrebbe che finalmente decidesse chi sarà il suo successore, se non come capo politico carismatico del centrodestra, come sfidante di Renzi e di Di Maio (o di chi alla fine decideranno i sempre più agitati grillini) per palazzo Chigi. E su questo punto che il centrodestra si divide ed anche Forza Italia entra in fibrillazione. E lui, il Cavaliere un po' per tattica e molto per istinto, continua i suoi valzer. L'ultimo saltato fuoi dal cilindro di Berlusconi e' Parisi, "incaricato speciale" di sondare gli umori per rilanciare Forza Italia ed il centrodestra. Ma Parisi non piace alla vecchia guardia, non piace a Salvini, che il leader vorrebbe farlo lui e soprattutto non piace, perché giudicato "moscio", agli elettori. E da ultimo non piace nemmeno più tanto a Berlusconi, perché nella sua ultima Convention e' stato ben lontano dalla memoria, dal celebrare quanto fatto e subito da Berlusconi, non nominando nemmeno il suo mentore. "Nuovo si', di che poi? Ma irriconoscente proprio no, non e' possibile...", hanno pensato molti azzurri. Così Berlusconi fa quello che predilige, il pendolo, sempre per rimanere lui al centro delle scelte. Ha riunito i big di Forza Italia ad Arcore per ribadire la centralità degli azzurri in un nuovo centrodestra, comunque necessario, per potere competere alle elezioni. Dunque Lega e Fratelli d'Italia non possono essere esclusi, costi quel che costi. La prossima Convention di FI si trasformerà in un Berlusconi day, tanto per fare capire a chi deve capire, chi e' il capo. Berlusconi guiderà in prima persona una non troppo animosa campagna per il no al referendum, mentre boccia il governo di scopo per cambiare la legge elettorale in caso di sconfitta del premier, sempre al referendum. Chi lo ha visto ad Arcore lo ha trovato in forma smagliante, dimagrito e disteso, giacca blu più elettrico del solito e questa volta ad un solo petto, camicia azzurra di lino, che risaltava sull'abbronzatura. Anche fisicamente ha voluto mostrare ai suoi dopo un ricco aperitivo in giardino ed un pranzo nella gran sala della sua villa, che e' pronto a sbugiardare personalmente Renzi della sua menzogna, cioè che la vittoria del no porterebbe l'Italia alla paralisi, mentre e' vero "l'esatto contrario"

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