I giochi politici della Deutsche Bank (piccola o grande Mps?) che affondo' Berlusconi

. Politica

Come dice un vecchio proverbio, predicare bene e razzolare male. Che poi e' anche un sorta di filosofia spesso usata nella vita, anche in quella pubblica. Allora succede che la Germania del rigore, quella che pensa che il nostro paese sia un'italietta inaffidabile, tutta mafia, spaghetti e mandolini, adesso deve fare i conti in casa propria. I falchi tedeschi, custodi supremi, del rigore economico, e guarda caso della superiorità della Germania (ora economica…) hanno pontificato sulle banche italiane, che cercavano di evitare il bail in, contestando qualsiasi aiuto che potesse odorare di aiuto  di Stato. Ed ora si ritrovano con il problema della loro principale banca la Deutsche Bank, che se vuole evitare il bail in avra' necessariamente bisogno di aiuti di Stato. E' vero che le regole Ue prevedono la possibilità di esenzione per le banche "sistemiche". Ma dopo i ripetuti 'no' agli istitutij italiani sarà difficile per la Merkel chiedere questo esonero. Sta di fatto che la Deutsche Bank, crollata in borsa nel suo venerdì nero, e' stata momentaneamente salvata da una "manina" amica che ha fatto trapelare la voce di un forte taglio della multa comminatagli dagli Usa. La malattia della prima banca tedesca e' quella di avere fatto come una piccola Mps (Monti dei Paschi di Siena)ma in grande, come una grande Mps. Negli anni ha emesso derivati (ovvero titoli tossici se manca l'adeguata copertura) per 75 miliardi di euro. Per fare capire l'entità, 20 volte il Pil tedesco. Ed ora pesano 30 miliardi di euro di derivati a rischio. Con in più la maxi sanzione del dipartimento della Giustizia Usa da 14 mliardi proprio per la violazione delle norme che regolano i subprime, ovvero i titoli derivati. Ma non e' solo il lato finanziario a gettare ombre sulla banca, c'e' anche il risvolto politico. Probabilmente con decisioni prese più dal governo di Berlino che dal management della banca. Che ora potrebbero chiedere di ricambiare il favore per evitare il fallimento. Il fatto. Nella primavera del 2011 Deutsche Bank vende in blocco la bellezza di 7 miliardi di titoli italiani, che aveva in pancia. Nella relazione trimestrale del trenta giugno 2011 si legge questo numero impressionante. Come sempre avviene, per la più semplice delle regole economiche, se un venditore getta sul mercato una grande quantità di prodotto, che siano banane o titoli di Stato, il loro prezzo crolla. E se il venditore viene considerato autorevole in moti lo seguono. E' esattamente ciò che avvenne sui nostri titoli di Stato. Così il Tesoro allora, per piazzare la sua merce (sempre i titoli di Stato) dovette spendere un mucchio di quattrini e relativi interessi. Facendo impennare il cosiddetto spread che balzo' alle stelle e fece cadere nella polvere Berlusconi ed il suo governo con tanto di dimissioni. Ed arrivo' Mario Monti, nominato di notte senatore a vita ed il giorno successivo premier tecnico, da Giorgio Napolitano. Ora comincia a delinearsi la verita', le massicce vendite tedesche di Bpt non rispondevano ad una razionalità economica ma furono un'arma impropria di battaglia politica. Per la Deutsche Bank e' arrivato il momento della resa dei conti. Cosa farà la Merkel, che prima ha usato la Banca e ora deve decidere cosa fare per farla uscire da una situazione di crisi, che senza interventi pubblici, potrebbe avviarla al Bail in? 

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