I medici americani "fermano" Berlusconi. "Aiutino" a Renzi per il SI'? Tre indizi fanno una prova

. Politica

Come al solito Berlusconi e' circondato dal mistero. Ed anche le sue intenzioni per il prossimo impegno politico più importante sono tutte da decifrare. A seconda che si ascolti uno o l'altro dei suoi abituali interlocutori. L'ultima e' che il Cav, ricoverato e già dimesso dal Presbyterian Hospital di New York, per un malore durante l'atterraggio nella Grande Mela, e' rimasto per ora in America perché ha bisogno di assoluto riposo.  I medici americani, i migliori del mondo in materia cardiovascolare, lo  hanno sottoposto a tutte le analisi possibili. Secondo quanto riportato dalla "Stampa" il consiglio degli stessi medici e' perentorio, niente comizi o bagni di folla. Quindi Berlusconi, per suggerimento medico, non dovrebbe partecipare da protagonista alla campagna referendaria per il No. Il recupero dopo l'operazione a cuore aperto del 14 giugno scorso sarà ancora lungo. L'ex premier potrebbe anche non partecipare (se non per una breve apparizione) alla Conferenza nazionale di Forza Italia di meta' novembre. Kermesse prevista e programmata per riconsacrare la leadership del presidente. Ma le cose stanno veramente così, oppure lo stesso Berlusconi preferisce essere consigliato di rimanere fuori dalla mischia, fino a referendum compiuto? Un "aiutino" a Renzi lo vorrebbero dare in molti a lui vicino, soprattutto le colombe , con in testa Confalonieri ed i figli (più interessati a Mediaset che all'esito del referendum), tramite una sorta di disimpegno da una campagna attiva per il no. "Un indizio e' un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova" diceva Agatha Christie. Ora se quello dei medici può essere il primo, come secondo ci sono le stesse perplessità più volte sollevato in privato da Berlusconi. La vittoria del No potrebbe essere vista come un trionfo di Grillo, cosa senz'altro peggiore che avere la soddisfazione di dare "uno schiaffetto a quel bulletto". Ma il terzo indizio e' senz'altro il più rilevante. Le televisioni di Berlusconi, vere corazzate, quando si tratta di combattere sfide politiche, non sono state chiamate alla guerra. Neutrali o meglio schierate più per il Si' che per il No. Tanti spot per gli auguri di ottant'anni per il loro grande capo, ma grande attenzione, come del resto l'ammiraglia Rai, nell'affrontare il referendum, con molto spazio a Renzi e a quelli del Si'. In politica spesso le cose cambiano repentinamente, ma quello che al momento sembra apparire e' che Berlusconi voglia rinsaldare l'asse con la Lega di Salvini e con la Meloni, e per questo e' per il no, ma senza esporsi più di tanto per sconfiggere quelle riforme che poi sono molto, ma molto simili alle sue. Solo che il Cavaliere incappo' nel referendum, in un momento di calo di polarità, dopo che sconfitto alle elezioni gli subentro' Prodi a palazzo Chigi. Ed allora tutto il centrosinistra compatto si schedo' contro il referendum, vincendo.

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