Referendum, quesito "truffa", tipo "Vuoi bene alla mamma?", M5S e Si ricorrono al Tar. Gelo del Quirinale "Testo ratificato dalla Cassazione"

. Politica

Il quesito referendario, sotto al quale i cittadini italiani sono chiamati domenica 4 dicembre, a sbarrare la casella del Si' oppure del No, e' stato da subito al centro di polemiche ed ora il M5S e la Sinistra italiana ricorrono al Tar, denunciando un "quesito truffa". La domanda che verra' posta agli lettori recita: "Approvate il testo della legge concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento  delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della Costituzione?". Per i cinquestelle e la Sinistra italiana e' un po' come chiedere "Vuoi bene alla mamma?". Chi a quelle domande, cosi' poste sulla scheda elettorale, se non bene informato, potrebbe rispondere di no? Così hanno deciso di spostare dalle aule parlamentari a quelle dei tribunali la loro battaglia, presentando appunto un ricorso al Tar. Sulla scheda a loro avviso non sono specificati quali articoli della Costituzione sono interessati alla riforma, e ci si limita a riportare il titolo della legge Boschi. Il testo inoltre indica una "presunta finalità della legge che non trova specifico riferimento in alcuna delle norme revisionate", e quindi appare "incompleto e fuorviante". Insomma per i cinquestelle "Un quesito truffa, con una propaganda ingannevole. L'ennesima trovata di Renzi per prendere in giro gli italiani". A gelare gli animi ci pensa il Colle, anch'esso tirato in ballo dai ricorrenti: "In relazione a quanto affermato in una nota dai ricorrenti al Tar del Lazio, in cui impropriamente si attribuisce alla Presidenza della Repubblica la formulazione del quesito referendario - fa trapelare il Quirinale - si precisa che il quesito che comparirà sulla scheda e' stato valutato ed ammesso dalla Corte di Cassazione e riproduce il titolo della legge approvata dal Parlamento" E fuori dall'ufficialità arriva anche un commento secco "Così finite per coprirvi di ridicolo".  

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