La "penna della domenica" annuncia il suo No al referendum e non vuole "Renzi imperatore", come Napoleone...

. Politica

Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, che ora impugna la penna solo la domenica, per dispensare quello che la politica dovrebbe insegnare, annuncia il suo No al referendum del 4 dicembre. Lui, che non ama, per non dire disprezza, i cosiddetti politologi, perché si ritiene l'Io della politica, spiega la sua scelta che poi e' una sorte di inno contro Renzi, o meglio contro il renzismo, tatuato con quell'ismo che proprio detesta. Forse lo vede troppo simile a Berlusconi, che amo' finche' non discese in politica. Scalfari dice di non essere ostile agli obiettivi che le riforme varate dal governo di Renzi, si prefigge, ma di non potere votare a favore di tali riforme se la legge elettorale resterà l'Italicum, nella sua attuale formulazione. "Malfatta o addirittura pessima", la sua definizione. Quello che al prode Eugenio nazionale non piace proprio e' lo sfondo di autoritarismo contenuto nel combinato disposto, riforme-legge elettorale. Spiega: "Io non sono contrario al referendum per ciò che contiene e che in sostanza consiste nell'abolizione del bicameralismo perfetto. Esso esiste già in quasi tutti i paesi democratici dell'Occidente, rappresenta un elemento a favore della stabilita' governativa, che non significa necessariamente autoritarismo". Poi: "Puo' significarlo pero' se la legge elettorale e' fatta in modo da conferirgli questa fisionomia". Altra notazione quando Scalfari afferma "Mi sembra onesto dichiarare fin d'ora quale sarà il mio voto al referendum, se il governo non cambiera' prima del 4 dicembre alcuni punti sostanziali della legge elettorale". Evidentemente pensa di illuminare con il suo pensiero orde di elettori. Poi parla di Renzi e di Napoleone. Napoleone molto ricorrente nelle vicende della sinistra. Una volta, tanto tempo fa, Achille Occhetto si paragono' a Napoleone quando costruì' la "gioiosa macchina da guerra", destinata alla ii disfatta contro Berlusconi. E D'Alema con il suo immancabile sorriso sotto ai baffi, lo derise, quasi presago, ricordandogli Waterloo. Ora Scalfari: "Coloro che non vedono (o fanno finta di non vedere) la connessione che esiste tra un Parlamento monocamerale e l'attuale legge elettorale sono in malafede o capiscono ben poco di politica". Il che vuol dire che sono in molti a non capire di politica, a partire dallo stesso Renzi. Un ragazzaccio che "non ascolta" i consigli. Poi , iil "direttore", ricorda a chi "non lo sapesse o lo avesse dimenticato che Napoleone Bonaparte difese da capitano d'artiglieria  dell'esercito francese (lui che era di nazionalità corsa) il Direttorio termidoriano eletto dalla Convenzione, dopo la caduta di Robespierre, che aveva provocato la reazione di piazza dei giacobini. Questo avvenne nel 1795. Pochi anni dopo, il 18 brumaio Napoleone decise di sciogliere iil Direttorio. Lo sostituì' con il Consolato composto da tre Consoli, due dei quali non contavano nulle ed il terzo era lui con tutti i poteri. Di fatto era l'inizio dell'impero che fu un paio d'anni dopo definito come tale. Come vedete e già sapete gli umori cambiano secondo le circostanze, cosicché votare pro o contro deve riguardare soltanto il merito e non il nome di chi lo propone". Quindi, probabilmente Scalfari vuole dire, anche se siete per Renzi, votate No. Ragionamento senz'altro un po' arzigogolato, ma con un unico fine "la paura per un imperatore", anche di sinistra…Perché si sa dove si comincia ma non, come la storia insegna, dove si finisce...

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