Bersani accetta con "scetticismo e cautela", ottenuto ciò che poteva. 3 mosse in 3 giorni. E Speranza "Renzi non vuole cacciare nessuno…"

. Politica

Come volevasi dimostrare, Bersani ha portato a compimento il massimo che poteva ottenere, senza rompere. "Nessuna scissione", ha tuonato. Infatti una scissione non gli sarebbe convenuta politicamente, lui generale, attualmente con poche e sempre piu' falcidiate truppe al seguito. L'unica strategia possibile per il comandante di tante battaglie era quella di ritirarsi in buon ordine con gli ultimi "immortali" che gli restano, per preparare poi, se Referendum vorrà, al contrattacco. Sicuro nell'auspicato caso del ritorno di molti dei suoi e magari di qualche nuovo ed inaspettato rinforzo. E' riuscito, in tre giorni e in tre mosse a fare passare il suo No al referendum "forte e chiaro" in modo che fosse udito in tutte le valli della sinistra, dalle colonne del Corriere. Risultato del primo giorno, mettere in cassaforte un paio di milioni di voti (con stime che vanno sondaggi alla mano dal 10 al 30% del totale degli elettori del Pd) per il No. Poi "silenzio assoluto" in direzione, evitando quel divorzio, previsto solo dai meno attenti. Per uscirsene il giorno dopo con una delle sue consuete metafore da filosofo (e' laureato in filosofia) "Scissione? Per cacciarmi da casa mia ci vuole l'esercito!". Quindi assicurazione ai suoi, "rimango" per riprendermi "Ditta" e partito. Ora sta a voi decidere. Terzo giorno, dopo avere tanto abbaiato per la "fuffa" di Matteo, che ritiene un baro della politica, accettare la sua proposta, pur facendo vedere di poco credere credere alle promesse del "Bugia", di fare una commissione per modificare la legge elettorale, ma solo dopo il referendum. Sempre con "scetticismo e cautela", ma questo vuole dire politicamente andare a vedere quello che ritiene il bluff di Renzi. Sara' poi, Gianni Cuperlo, a rappresentare la minoranza nella commissione Pd incaricata di trovare un accordo sulla legge elettorale. Bersani ha dovuto incassare l'ennesimo colpo di Renzi. Perché Cuperlo e' si' della sinistra del Pd, ma non e' certo uno degli  "immortali" di Bersani.  E' stato quello che e' intervenuto in direzione contrastando si' duramente Renzi, ma dando alla sua proposta la dignità della credibilità, in un mondo dove la fiducia sembra scomparsa, ed attaccandolo tanto frontalmente quanto lealmente (cosa che al premier piace) concludendo, che se accordo per una nuova legge elettore non si troverà, lui voterà No al referendum, ma il giorno prima si dimetterà da deputato. Ovvero Cuperlo riconosce  a Renzi che non si può rimanere in un partito senza condividere un punto di fondo come quello del referendum e del combinato disposto con la legge elettorale. La commissione sarà composta oltre che da Cuperlo, dal vice segretario Guerini, che la guiderà, dai capigruppo, Zanda e Rosato e dal presidente Orfini. Bersani ha commentato: "Ho detto che era giusto starci, andare a vedere le carte". "E' un tentativo serio, con questo spirito partecipiamo. Decideremo, passo dopo passo, ma mi pare che sia lo spirito giusto", il commento ben più ottimista di Cuperlo. Ed anche Speranza che invece e' quasi un "immortale" di Bersani, a Porta a Porta, ha mandato un ulteriore messaggio di distensione a Renzi: "Ci sono idee diverse sul referendum e sulla legge elettorale, ma nessuno ha intenzione di lasciare il Pd. Mateo Renzi non vuole cacciare nessuno e la sinistra non vuole andarsene". Ecco in quest'ultima fase ben si riassume tutto quello che sta realmente accadendo nel Pd. 

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