Renzi: "Io dittatore? Insultate la democrazia e l'Italia". D'Alema alla riunione del NO, "Il blocco del SI' ci minaccia"

. Politica

Sarà stata l'ennesima accusa risuonata oggi nell'aula di Montecitorio di aspirare ad essere un "dittatore" o la valanga di attacchi piovutigli addosso sempre oggi alla Camera da parte di tutte le opposizioni per quella riforma che gli italiani giudicheranno il 4 dicembre col referendum, fatto sta che Matteo Renzi ha replicato a muso duro ai suoi avversari invitandoli ad "aver rispetto della democrazia e a non insultare l'Italia". Parole che sono rimbalzate alla riunione unitaria dei Comitati per il NO organizzata da Massimo D'Alema - parterre traversale e variegato: da Fini a Dini, da Gasparri a Cirino Pomino, da Rodotà al leghista Fedriga, da Civati al bersaniano Zoggia, da Qugliariello a Romani - e che hanno indotto l'ex-premier a scorgere delle 'minacce', degli 'insulti' e delle 'intimidazioni' da parte del blocco del SI, cioè il partito della Nazione, ovviamente guidato dal presidente del Consiglio, nei confronti dei sostenitori del NO. D'Alema ha poi invitato "il capo dei politici" (sempre Renzi, ndr) a non usare nelle sue crociate slogan populisti ("Cacciamo i politici: come slogan del capo dei politici è inquietante - ha detto D'Alema -. Il populismo dall'alto è molto più pericoloso del populismo del cittadino comune. E se si pensa di fermare i populisti con gli argomenti dei populisti, si finisce per aprire loro la strada". Ma cosa aveva detto il Renzi al contrattacco di stamane (Brunetta aveva tuonato: "Renzi fa carne di porco della democrazia")? "Ho sentito parlare di dittatura 2.0, ma le parole sono importanti e siccome in quest'aula 90 anni qualcuno mise fine alla democrazia e altri hanno pagato con la vita - le parole del premier - dico che potete pensarla come vi pare sul referendum, potete votare sì o no, ma questa è una democrazia e metterla in discussione significa insultare l'Italia e non ve lo permettiamo. Abbiate rispetto delle parole, della libertà e democrazia del Paese che si chiama Italia, nonostante voi". Il ping-pong polemico è proseguito alla riunione dei  Comtati per il NO. D'Alema ha parlato di un clima "di paura e di intimidazione" avvertito da chi ha intenzione di votare 'No': "Per il 'Sì' c'è uno schieramento abbastanza vasto, minaccioso, che lancia insulti che non dovrebbero appartenere al confronto cui siamo chiamati, alimentando un clima di paura e intimidazione da far sentire in colpa chi è per il 'No' come se portasse il Paese verso il baratro". "Non esiste uno schieramento politico del No - ha detto ancora D'Alema - mentre esiste un blocco politico del Sì nel Paese, il cosiddetto partito della nazione, uno schieramento anche abbastanza minaccioso" dove chi la pensa diversamente è costretto a "dover subire insulti". L'ex premier ha spiegato ulteriormente: "E' uno schieramento politico talmente minaccioso che ha minacciato la rovina del Paese nel caso dovesse prevalere il No e chi non la condivide è colpevole di spingere il Paese verso il baratro".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




 

Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi