Militari italiani ai confini con la Russia. E Mosca si arrabbia. Grillo "Decisione sconsiderata e pericolosa"

. Politica

Un contingente di militari italiani, composto da 140 uomini, sarà schierato a partire dal 2018 in Lettonia a difesa della frontiera esterna della Nato con la Russia. Mosca si è arrabbiata (la portavoce del ministero della Difesa ha parlato di "politica aggressiva" della Nato) e sul fronte interno questi segnali di una nuova 'guerra fredda' hanno provocato la reazione forte di buona parte dell'opposizione alla decisione del governo. Tutti contro l'invio di militari italiani in Lettonia, dai Cinquestelle  (Grillo ha twittato "Con noi al governo, mai") alla Lega, da Sinistra italiana a Forza Italia, tutti peraltro già schierati contro le sanzioni a Putin per l'annessione della Crimea, un Putin che dovrebbe invece considerato un partner strategico dell'Occidene in chiave anti- Isis e sanzioni che sarebbero già costate, a noi, secondo alcune fonti, ben 3,5 miliardi di euro. E governo un pò in imbarazzo perchè la notizia è stata resa pubblica dal segretario generale dell'Alleanza atlantica Jens Stoltenberg in visita a Roma in un'intervista alla Stampa. La conferma è venuta oggi dalla ministra della Difesa Roberta Pinotti e dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che hanno però tenuto a precisare che l'impegno militare "non contraddice la politica italiana improntata al dialogo con la Russia"."Al vertice di Varsavia è stata data anche dall'Italia disponibilità a fornire una compagnia, con numeri non molto consistenti, all'interno di un'organizzazione che prevede il coinvolgimento di moltissime nazioni della Nato. È stato deciso al vertice di Varsavia e noi saremo in Lettonia" ha detto la Pinotti. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni ha spiegato che l'Italia invierà nei prossimi mesi una compagnia di 140 uomini in Lettonia per partecipare alla forza Nato a guida canadese lì dispiegata e che il nostro paese "ha sempre dato il suo contributo all'impostazione di rafforzamento dei nostri assetti difensivi nei Paesi settentrionali e orientali dell'Alleanza Atlantica". "Non si tratta - ha sottolineato il titolare della Farnesina - di una politica di aggressione verso Mosca, ma di rassicurazione e difesa dei nostri confini come Alleanza Atlantica". Ma dalle parti del Cremlino la si pensa diversamente. E anche se le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, interpellata dall'Ansa sull'impegno italiano in Lettonia, non sono indirizzate a Roma direttamente ma alla Nato., il senso del messaggio è chiaro, anche per il governo italiano: "La politica della Nato è distruttiva. L'Alleanza è impegnata nella costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato". Contro il governo Renzi, a casa nostra, il pi duro è Beppe Grillo: "Renzi e Napolitano chinano la testa, ma l'invio di 150 uomini in Lettonia è inaccettabile. Questa azione è sconsiderata, è contro gli interessi nazionali, espone gli italiani a un pericolo mortale ed è stata intrapresa senza consultare i cittadini. L'Italia non ci guadagna nulla e ci perde tantissimo. In termini di sicurezza nazionale questa missione rischia di esporre il nostro Paese al dramma della guerra. Ci riporta indietro di trent'anni e alza nuovi muri con la Russia, che per noi è un partner strategico e un interlocutore per la stabilizzazione del Medio Oriente". Ma anche Salvini non è tenero: "Incredibile: nel 2018 un contingente di soldati italiani verrà inviato ai confini con la Russia, con una missione della Nato. Una follia anti-russa. Chi fa prove di guerra con la Russia è matto o è in malafede. Armi e soldati usiamoli contro l'Isis, non contro chi lo combatte". E per Forza Italia quanto Berlusconi sia amico di Putin non vale neanche la pena sottolinearlo...

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