Berlusconi rientra da New York a sette giorni dal "Si'" di Confalonieri, ammiraglio della sua flotta televisiva

. Politica

Silvio Berlusconi torna in Italia, dopo dodici giorni a New York, e rassicura i suoi: "Sto bene e faro' campagna elettorale per il No". Intanto e' stato rimandato l'incontro con gli alleati Salvini e Meloni, che premono per la sua discesa in campo, ma soprattutto  per quello delle sue televisioni. Invece le corazzate del premier non sembrano affatto sul punto di salpare per la battaglia finale, anzi…Proprio una settimana fa la confidenza dell'amico nonché ammiraglio in capo della flotta televisiva, Fedele Cofalonieri a Francesco Verderami sul Corriere, fanno pensare esattamente il contrario. Confalonieri l'aveva presa appositamente alla larga "Oggi fa chic, dire io voto No. Ma  siamo sicuri dei sondaggi che danno Renzi per perdente?". Il capo del Biscione, aggrappandosi alla sua esperienza ha ricordato di quando in Italia c'era la Dc "sembrava che nessuno la votasse. Infatti nei sondaggi era data sempre bassissima. Poi si aprivano le urne e…". Insomma la votavano "turandosi il naso" come invitava a fare Indro Montanelli. Il messaggio di Confalonieri, che mai si metterebbe in contrasto, anche pensandola diversamente, con Silvio e' stato da tutti letto in favore di Renzi per il referendum, magari con successivo cambio della legge elettorale. Ora Berlusconi che dal viaggio in America e' rimasto avvolto in una nube misteriosa, dovrà fare capire le sue reali intenzioni. Perché, nonostante le ripetute smentite di rito, c'e' quel parere richiesto da Strasburgo al governo italiano, sulla sua condanna, su cui dovrà pronunciarsi la Corte dei diritti umani. Che poi e' la grande speranza ed anche l'ultima possibilità di Berlusconi per potere tornare in Parlamento dal quale fu cacciato per via della legge Severino. Ed il governo dovrebbe pronunciarsi a fine mese. Molto potrebbe dipendere da questa decisione su come affronterà la campagna elettorale. Nella quale comunque sembra avere già' chiarito di non volersi appiattire sul quello che dice Salvini e tantomeno sul fronte del No di D'Alema. Se poi, come sta apparendo giornalmente, le sue televisioni, pur rispettando la par condicio, come del resto la Rai, continueranno di fatto ad essere palesemente pro Renzi, e' più di un indizio sulla volontà del Cavaliere di sminare il confronto con il premier. Per poi essere il suo principale interlocutore nella stesura della nuova legge elettorale.  

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