L'internazionalizzazione del referendum e l'endorsement di Obama "oltre campo" possibile boomerang

. Politica

La cena dei "400" di ieri alla Casa Bianca può diventare uno snodo prossimo futuro non solo nei rapporti Usa-Italia ma anche sullo scacchiere mondiale. Non a caso le uniche parole pronunciate in italiano da un Obama sorridente al "friend" Matteo sono state "Patti chiari e amicizia lunga". Il presidente, che sta per lasciare dopo otto anni lo studio Ovale con quella "amicizia lunga" intendeva probabilmente che i Patti da lui sottoscritti saranno rispettati dal prossimo presidente, naturalmente nel caso ci sia una sorta di filo di continuità con la prossima amministrazione, se la Clinton batterà Trump. Ed Obama ritiene Renzi "figura centrale in Europa". Insomma vuole sostenere il giovane leader italiano, nel complicato gioco dei rapporti di forza con le cancellerie europee. Dargli una mano nel confronto che deve quotidianamente sostenere con la Merkel ed Hollande. Due che non possono non ascoltare la potente voce americana, e questo lo sanno bene anche i mercati finanziari. L'endorsement di Obama all'amico italiano e' stato assoluto, con tanto di appoggio alla sua politica economica che si batte contro la rigidità di Bruxelles e addirittura sul referendum, che poi dovrebbe essere cosa tutta italica. Nemmeno George W. Bush, che pure alla vigila delle elezioni in Italia del 2006 aveva offerto a Berlusconi (che le perse contro Prodi) il palco del Congresso, si era spinto tanto. Un sostegno così netto e circostanziato a favore della riforma costituzionale  ha stupito tutti. Ma ancora di più ha stupito che Obama abbia superato quella sorta di confine delle colonne d'Ercole, sacro per la diplomazia, soffermandosi sulle dinamiche interne italiane, con il suo "consiglio" a Renzi di rimanere comunque al suo posto, anche se nelle urne dovesse prevalere il No. Naturalmente Renzi ringrazia di cuore e fa dell'atlantismo un suo cavallo di battaglia per il futuro, anche come sorta di auto-difesa nella sua Europa. Spera che lo stretto rapporto con la Casa Bianca gli giovi in Italia ed in Europa. Ma se l'influenza americana sull'establishment non può essere messa in discussione, quella diretta sui cittadini e' tutta da dimostrare, con il pericolo boomerang in agguato. Gia' Obama appoggio' Cameron contro la Brexit e si e' visto come e' andata. Ora spinge per il Si' in Italia, ed e' tutta da dimostrare la validità della sua spinta. Tanto che alcuni piddini si fanno prudenti, vorrebbero prendere gli effetti benefici dell'appoggio Obama, ma evitando un cortocircuito. Perché molti sono nella sinistra ma anche nella destra ai quali proprio non piacciono le manine straniere. Naturalmente si sono già alzate le proteste della Lega e timidamente anche di Berlusconi, per non parlare dei cinquestelle. Il referendum si e' pero' ormai internazionalizzato, ed anche l'Europa, dichiaratamente, pur senza la nettezza americana, e' per il Si'. Quindi sarà un voto anche pro o contro tante altre cose che nulla c'entrano con la riforma. Impossibile tornare indietro, ma forse sarebbe stato meglio che gli italiano avessero potuto, senza tanti condizionamenti, esprimersi solo ed unicamente sul merito delle riforme. Che forse nel dettaglio conoscono poco in molti, e non solo in Italia. 

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