Renzi contro Unesco e "scippo" ad ebrei del "Muro del Pianto", "allucinante, come dire che il sole fa buio"

. Politica

Dopo avere nicchiato per giorni, forse troppo preso dai festeggiamenti alla Casa Bianca in suo onore, Matteo Renzi, rinuncia alla politica dell'astensione e si pronuncia chiaramente a favore d'Israele. "Trovo la risoluzione dell'Unesco (che ha stabilito con l'astensione dell'Italia che il Muro del Pianto di Gerusalemme e' arabo) incomprensibile e sbagliata", annunciando di avere convocato il ministro degli Esteri, Gentiloni per esaminare il da farsi. "Non si può continuare con queste mozioni, una volta all'Onu, una volta all'Unesco, finalizzate ad attaccare Israele", dice Renzi, aggiungendo: "Credo che sia davvero allucinante e ho chiesto di smetterla con queste posizioni, e se c'e' da rompere con questa unita' europea, che si rompa pure". La vicenda nell'ultima settimana e' stata affrontata da diversi giornali italiani, ma per quelli israeliani e' stata addirittura l'argomento principale. Un vero caso diplomatico apertosi tra Israele e l'Unesco, l'Agenzia dell'Onu che si occupa  del patrimonio artistico e culturale. Versione breve: il consiglio esecutivo dell'Unesco, formato da 58 Stati a rotazione, fra i 159 che ne fanno parte, ha approvato una risoluzione che di fatto minimizza il rapporto tra gli ebrei ed il principale comlesso religioso di Gerusalemme (la "Spianata delle moschee, comprendente il famoso Muro del Pianto), considerato sacro sia dagli ebrei che dai musulmani. In tutto il documento viene chiamato esclusivamente con il suo nome islamico, Al Haram Al Sharif, attribuendolo moralmente di fatto al mondo islamico. La spiegazione di Renzi sull'errore commesso dai rappresentanti italiani e' che "Siamo andati in automatico, un errore". Che evidentemente il premier e' disposto a correggere e da subito, a costo di rompere con la Ue. Immediato l'apprezzamento da parte del governo di Tel Aviv: "Ringraziamo e ci felicitiamo con il governo italiano per questa dichiarazione". Renzi non ha pero' voluto scaricare le colpe sulla diplomazia italiana, perché e' di linea politica che si tratta, ed e' su questa che l'Europa ha commesso un "errore", "perché non si può negare quel che e' l'origine, la storia di quella meraviglia, quello scrigno che e' la citta' di Gerusalemme". "Sostenere che Gerusalemme e l'ebraismo non hanno una relazione e' sostenere che il sole fa buio, una cosa incomprensibile, insostenibile e sbagliata. Ho espressamente chiesto ai diplomatici che si occupando di queste cose che non si può andare vanti così, non si può negare la realtà", la conclusione. 

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