Meno 8, il "mucchio" al 54%, Il Si' al 46. Lotta a sinistra per la testa di Renzi

. Politica

Si parla tanto di referendum sui giornali ed in tv, ma gli italiani non sembrano ancora essere coinvolti pienamente. Solo il 22, 4% e' stato pienamente convinto dalle ragioni di Renzi, mentre il 26,8% ha già deciso di votare No. Con l'incertezza tra il Si' ed l No che oggi e' pari all'8%. Se quindi si considera soltanto chi ha già deciso, il 54% e' per il No, contro il 46% per il Si'. Questi sono i dati, secondo un sondaggio per il Corriere,  suscettibili a cambiamenti per l'alta fetta di indecisi e per quella che pensa di disertare l'appuntamento del 4 dicembre, ma che alla fine potrebbe invece scegliere di recarsi alle urne. Si deve anche tenere conto che il "mucchio selvaggio" del fronte del No parte sulla carta da un 65%, rendendo dura la battaglia di Renzi, che sta cercando in tutti i modi di conquistare consensi per le riforme. Gli elettori più interessati al referendum appaiono, secondo le rilevazioni statistiche, quelli della sinistra e del centrosinistra, dove evidentemente la consultazione ha acquistato il sapore di una sfida tutta politica, o con Renzi o contro. Altro dato e' che i cattolici osservanti, che vanno a messa regolarmente, si schierano compatti per il Si'. C'e' pero'  da considerare un dato, che non fa passare le notti tranquille al premier, quando si parlava davvero poco di contenuti e la personalizzazione era minore, all'inizio dell'anno, il Si' prevaleva nettamente con il 57%. Con l'andar del tempo, a luglio, il Si' era ancora in testa con il 51%, con l'elettorato che cominciava a dare segno di mobilitazione. Ai primi di questo mese il No effettuava il sorpasso (52%), ma il Si' rimaneva ad un'incollatura. Oggi la distanza si amplia a favore del No, che appunto arriva al 54%. Quindi il No appare alimentato da un preciso orientamento politico, da un voto contro, ne e' un segnale anche la riapparizione del redivivo Monti,  contrario dell'ultima ora,  non tanto relativo ai contenuti della riforma ma a motivazioni politiche. Ormai, e questo lo ha ribadito anche Berlusconi, il voto e' non solo sulle riforme, ma anche e forse di più, pro o contro Renzi. Il premier che dapprima aveva lui stesso personalizzato la consultazione ha poi cercato, anche su suggerimento di Napolitano, di spostare il voto solo sui contenuti. Ma ormai era troppo tardi e Renzi lo ha capito, riprendendo la battaglia in prima persona. Anche oggi parlando a Trapani ha chiaramente detto che al  "mucchio selvaggio" del No interessa assai poco della sorte delle riforme, quello che vogliono e' la sua testa. Testa che ovviamente Renzi vuole tenere ben salda sul collo, per poi portarla a palazzo Chigi, dopo avere vinto le elezioni e regolato tanti conti e conticini...

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi