La "sparata" per smorzare Bruxelles, ormai Renzi lega tutto al referendum

. Politica

"Un'Italia capace di fare le riforme a casa propria e' più autorevole in Europa", ormai Matteo Renzi lo ripete spesso. Altro che personalizzare il referendum, e' molto di più, e' legare le sorti del futuro dell'Italia e della sua capacita'  di contare nell'Europa delle Merkel e di Hollande, al voto del 4 dicembre. Insomma Renzi vede indissolubili le due battaglie, con l'Europa, che forse  ha ingigantito ad arte per tornaconti interni, e quella del referendum. Per lui vincere l'una vuole anche dire dire vincere l'altra. E viceversa. Così  si spiega la voce grossa del governo in Europa, e a Bruxelles lo sanno bene, tanto che un po' lo lasciano fare. E non e' soltanto Matteo, perché il suo ministro dell'Economia, Padoan, quell'ex comunista che fu voluto da Napolitano, lo appoggia (in passato non tutto era andato in completa sintonia). Addirittura in un'intervista alla Repubblica ha sentenziato che se se l'Europa dovesse bocciare la manovra sarebbe "l'inizio della fine". Tutto poi si gioca su uno 0,1% del Pil, ovvero 1,6 miliardi di lire. Briciole per quello  che può valere l'Europa. Ma tanto nelle diatribe dei corridoi di Bruxelles, con i falchi sempre in agguato. E con un anti italianismo sempre strisciante, Altrimenti non ci sarebbe nemmeno ragione di discutere, visto che l'Italia e' stata lasciata sola sui migranti. Sul terremoto dovrebbero poi contare prima le regole, e poi anche quella tanta conclamata  solidarietà, che poi si e' dispersa al vento. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA

 




 

Potrebbero interessarti: