Renzi alla caccia del"doppio Si'" scatena la bagarre in Europa. Orban contro "Pierino", con scontro Schauble- Moscovici

. Politica

Renzi dice "In Europa non faccio il Pierino, chiedo il rispetto delle regole" e spiega: "Da noi sembra che se uno va in Europa a chiedere il rispetto delle regole vuole fare il Pierino o il Gianburrasca, anziché voler avviare un dibattito politico su di esse". Poi si avvale del fresco e completo endorsement ricevuto con tutti gli onori alla Casa Bianca da Obama per rafforzare le sue ragioni: "Il modello tedesco e quello Usa sono due modelli che funzionano. E lo stesso Obama ha sottolineato come la politica dell'austerità non funzioni, ma serva una politica della crescita". Non e' mancato poi il consueto attacco alla Germania, con fatti ricordati più volte da Napolitano, quando i tedeschi con il si' dell'Italia che aveva la presidenza di turno, con al governo Berlusconi, sforarono la regola del rapporto deficit/Pil che era al 3%. "La Germania e' andata in deroga alla regole  quando erano molto più leggere di adesso", le sue parole. Che immancabilmente non fanno che attizzatela la lite a Bruxelles, dove non tutti la pensano allo stesso modo. Il mondo anche li' e' diviso tra falchi e colombe, tra chi mostra maggiore disponibilità a venire incontro alle richieste del sud dell'Europa e chi invece dimostra intransigente. "Scurdammoce o passato", e' il loro leit motiv. Così "Pierino", semina zizzania, con Orban l'ungherese, quello che ha tirato su i muri contro i migranti, indirizzandoli verso l'unica rotta percorribile, quella via mare, destinazione Italia, e che non vuole nemmeno attingere ai fondi europei come "compensazione", che lo attacca frontalmente. "Renzi e' nervoso perché l'Italia e' in difficoltà", le sue parole che rinnovano lo scontro tra Roma e Budapest. "La compassione non cambia il fatto che l'Italia ha il dovere di adempiere agli obblighi di Schengen, ma non lo fa", la conclusione. "Compassione"? Non e' certo un termine che piace al battagliero Renzi, che replica: "Il presidente Orban, che ho imparato a conoscere, ha una visione dell'Italia tutta sua e non puntuale. Non e' vero che il deficit aumenta, sta diminuendo, e non e' vero che l'Italia e' in una situazione di difficoltà e di nervosismo". Nervosismo che c'e' certamente a Bruxelles, come dimostra lo scontro, indirettamente su Renzi, tra Pierre Moscovici (un socialista francese, anche se la Francia di Hollande ha "tradito", dopo vane promesse, Renzi per la Merkel), commissario economico Ue, che prende per una volta le difese dell'Italia contro il ministro delle Finanze tedesco, il falco, Wolfang Schauble. Schauble aveva accusato la Commissione  di essere ormai troppo politicizzata, sostenendo che le "regole vanno messe in atto non in base all'opportunità politica ma per la forza delle regole stesse". La risposta di Moscovici: "Il Patto di Stabilita' funziona tanto che il deficit e'sceso dal 6% medio del 2010 a meno del 2% del 2017 e la Commissione europea e' politica ma non politicizzata". Poi il commissario economico della Ue spezza una lancia  favore dell'Italia: "La Commissione prende decisioni unanimi e sempre nel rispetto delle regole che danno spazio di manovra agli investimenti, le riforme strutturali, i terremoti come e' successo in Italia di nuovo e per i paesi che devono accogliere i rifugiati". Ora Renzi non deve che sperare di vincere il referendum, perché il giudizio dell'Europa sulla sua manovra economica arriverà solo dopo il risultato della consultazione del 4 dicembre. Un Si' nelle urne, metterebbe in cassaforte anche il Si' dell'Europa.

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