Papa Francesco si "confessa" con l'amico ateo. Vuole un "partito dei poveri" e su Trump "Non giudico, importante e' che non faccia soffrire i poveri"

. Politica

Il Papa "rivoluzionario" ora sogna una discesa dei "poveri" in politica. Ed esorta i cattolici ad un nuovo impegno in politica "Non per il potere, ma per abbattere muri e disuguaglianze". E su Trump, che in cuor suo vede come una sorta di "Devil", che si e' fatto presidente degli Usa con i soldi, dice: "Non giudico. Mi interessa soltanto se fa soffrire i poveri".  Lo sfogo di Francesco e' stato affidato al suo "amico", l'ateo, Eugenio Scalfari, che per una volta ha abbandonato la sua ormai consuetudine di editoriale domenicale, per incontrare il Pontefice il 7 novembre e scrivere sulla Repubblica di oggi. Un'intervista che sarà letta in tutto il mondo ed ovviamente anche dal tycoon americano. Insomma il Papa non vuole certo una riedizione dell'italica Dc, che in nome del cattolicesimo, sconfisse il comunismo e che rappresentava in una sorte di interclassismo tutti i settori sociali, cooptandone interessi ed aspirazioni, ma un nuovo modello di marxismo, una sorta di partito di classe. Che pero' dovrebbe trionfare con l'amore e non con le armi. Anche se ripete, quanto va dicendo da sempre, dopo avere varcato la soglia pontificia: "Semmai sono i comunisti che la pensano come cristiani. Cristo ha parlato di una società dove i poveri, i deboli, gli esclusi, siano loro a decidere. Non i demagoghi, non i barabba, ma il popolo, i poveri, che abbiano fede  nel Dio trascendente, oppure no, sono loro che dobbiamo aiutare per ottener l'eguaglianza e la libertà". Quanto a Trump, il Papa, che ancora non pensava diventasse presidente, ha detto: "Io non do' giudizi sugli uomini politici, voglio solo capire quali sono le sofferenze che il modo di procedere causa ai poveri e agli esclusi".  Ancora Bergoglio si sofferma sulla sua preoccupazione più grande, quella dei "profughi e dei migranti": "Il denaro e' contro i poveri oltreché contro gli immigrati, ma ci sono anche i poveri dei paesi ricchi che temono l'accoglienza dei loro simili provenienti dai paesi poveri. E' un circolo perverso e deve essere interrotto. Dobbiamo abbattere i muri che dividono e costruire ponti che consentano di far diminuire le disuguaglianze e accrescano la libertà e i diritti".  Poi a "braccetto" Scalfari e il Papa si addentrano nei meandri di "una guerra" dei poveri contro i ricchi per prendere il potere. Scalfari insiste con un soprassalto di lucidità politica, ma "Santità chi entra in guerra si scontra inevitabilmente con gli avversari. Guerra pacifica? Ma pur sempre di conflitto si tratta". La risposta: "Ora lei dimentica che esiste anche l'amore. Spesso l'amore convince e quindi vince anche", "noi cristiani siamo sempre stati martiri, eppure la nostra fede nel corso dei secoli ha conquistato gran parte del mondo. Certo ci sono state guerre sostenute dalla Chiesa contro altre religioni e ci sono state guerre perfino dentro la nostra religione. Ma avvenivano quando le varie religioni e la nostra, come e a volte più delle altre, anteponevano il potere temporale alla fede ed alla misericordia". 

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