Ci sono anche "poveri ricchi" e "ricchi poveri". Giornalismo deduttivo ed induttivo

. Politica

Certo dire che i ricchi dovrebbero aiutare i poveri e' come dire che la "mamma deve volere bene al figlio". E nel  giornalismo c'e' chi parte da un assunto per dimostrare il tutto (un maestro e' Eugenio Scalfari) e chi invece al contrario parte parte dai dati per arrivare ad una conclusione (ed il maestro era Montanelli). Due modi ugualmente validi, solo che in un caso si vuole condurre il lettore, peraltro già abbastanza ideologizzato sulle proprie tesi, nell'altro cercare insieme una spiegazione. Ora quella dei poveri, che il Papa vorrebbe addirittura come una sorte di nuovo partito di classe, armato pero' del solo "amore" e' sicuramente una tesi affascinante. Sarebbe pero' interessante sapere chi sono i "veri ricchi" e i "veri poveri". Molti di quest'ultimi hanno poca voglia di lavorare, di sacrificarsi, magari in mestieri umili. Vorrebbero la ricchezza e basta. Altri ancora hanno auto da centomila euro ed abitano in campi  improvvisati. Poi ci sono i veri poveri, e' ovvio e andrebbero aiutati. Ovviamente dai ricchi. Ma chi sono veri ricchi? Molti sono nelle loro ville dorate di Hollywood  e molti anche nel dorato mondo italico. Prendono milioni di euro, spesso con contributi statali o partecipando a dibattiti televisivi, pagati profumatamente dai contribuenti e poi pontificano. Ognuno si tiene ben stretto il suo "malloppo". Quanti giornalisti televisivi? Ora per esempio e' Trump il "ricco". Certamente non e' povero, ma perché forse Hillary ed il marito sono poveri? O Barack e' povero, con i suoi 35 camion portati via con le sue cose dalla casa Ovale?  Ormai e' tutto possibile, tutto se si vuole e' visibile. Perché non guardare attentamente conti correnti, incrociati con società' di comodo, con riferimento od amici? Possibile che qualcuno dica che una barca da due milioni era la barca di un amico? Tra l'altro una barca simile costa almeno trecentomila euro l'anno di manutenzione. E poi si batte magari per i poveri, indossando scarpe da mille euro, che farebbero felici tante famiglie veramente bisognose? Insomma magari per ricchi passano quelli che hanno una casa ereditata, o anche due, ed una pensione poco più che dignitosa. Ci vorrebbe poco per sapere chi sono i veri ricchi. A quel punto una tassa equa di solidarietà sarebbe più che giusta, in base al reddito, non alla proprietà che nulla dice, se non di antiche reminiscenze marxiste. E poi bisognerebbe vedere lo stile di vita. Non bisognerebbe "predicare bene e razzolare male". Antica e immutata abitudine. Chi ha redditi superiore  ad una certa soglia dovrebbe contribuire con i veri poveri. Ma quello da vedere sarebbe solo il reddito. Sarebbe d'accordo tutti a partire dall'Italia?". Anche Juncker, il presidente della Commissione europea, ha parlato contro Trump. Sarebbe da vedere l'ora in cui ha parlato, visto il suo risaputo vizietto  di iniziare la mattinata con un cappuccino al cognac.

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