Salvini candidato premier? Lui "Sono pronto", Berlusconi lo stoppa e Parisi dice "Non siamo quella roba lì..."

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Matteo Salvini, l'altro Matteo, candidato premier per il centrodestra? Il leader leghista non si tira indietro di fronte a questa ipotesi e dal palco di piazza Santa croce a Firenze dove ha chiamato a raccolta migliaia di persone della Lega, di Fratelli d'Italia (c'era la Meloni) e anche di Fi (c'era Toti) per far vincere il NO al referendum e mandare a casa Renzi fa capire di essere pronto, se il centrodestra chiama, a "metterci la faccia" perchè lui non ha paura "di niente e di nessuno", proprio come Trump, al quale il leader leghista conferma di ispirarsi (molti tra la folla i cartelloni con la faccia del presidente eletto negli Usa). Peccato che uno stop gli sia arrivato subito dal coordinatore di Forza Italia, Stefano Parisi: uno stop in sintonia con la frenata (sul tema del candidato premier del centrodestra) da parte di Silvio Berlusconi intervistato dal Corriere. Questo Salvini corre troppo, deve aver pensato Parisi, e da Padova ha pronunciato l'alt, Toti o non Toti "Noi non siamo quella roba che è a Firenze oggi, ora è il momento. Altrimenti l'alternativa arriverà tra poco e sarà o Renzi o Grillo. O si cambia passo o siamo morti. E la risposta non è Salvini e non sono le ruspe ma la nostra capacità di dare soluzioni al Paese". Ma Salvini non si lascia smontare e guarda al futuro, un futuro che è vicino: il dopo-referendum e il dopo-Renzi che, ne è sicuro, lo vedrà protagonista perchè proprio la lezione di Trump e del libero voto degli americani  hanno dimostrato che "si può vincere contro tutto e contro tutti, banchieri, lobbisti, giornalisti, cantanti...". "Oggi si scrive una nuova pagina, una pagina di storia che ci porterà lontano. L’Italia vuole tornare a correre, a sognare e a lavorare»" dice il leader leghista dal palco e sull’ipotesi di una sua candidatura come premier aggiunge: "Io sono una piccola pedina, una fra i tanti. Se il voto sulla Brexit e il voto degli americani ci insegna qualcosa, con oggi si parte per andare a vincere e io la faccia ce la metto. Io non ho paura di niente e nessuno. Se chiedono ci sono, non è più tempo di rimandare, tentennamenti, dubbi, paure. Coraggio, idee e squadra non ci mancano". Una candidatura in piena regola, ma molto ma molto prematura per i gusti e le idee di Berlusconi su una questione che resta tutta da valutare. Lo stop di Parisi non è che la conferma di quello che pensa l'ex-premier che in un'intervista al Corriere stamane proprio su questo tema e questa auto-candidatura salviniana aveva tirato il freno: "Non penso che Salvini creda davvero che oggi il problema che interessa gli italiani o anche solo i nostri elettori sia il nome del leader. Prima - ha detto Berlusconi - bisognerà verificare e capire tante cose: come andrà il referendum e con quale legge elettorale si andrà a votare. E' ingenuo immaginare di crescere politicamente solo esasperando i toni o alimentando le polemiche. Dopo il referendum, con la vittoria del NO ci dovremo porre un solo problema: quello di far andare al più presto il paese alle urne con un sistema elettorale condiviso che possa funzionare davvero (e il Cav, lo ha detto, pensa al proporzionale, ndr)".  

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