E' divorzio tra "l'erede" di Craxi e Salvini? Oppure gioco del buono e del cattivo?

. Politica

"Io non interpreto la 'destra', rappresento un centro liberale e popolare, nel quale sono confluite le migliori tradizioni politiche italiane, da quella cattolica a quella del socialismo riformatore, a quella del del liberismo a quella della destra democratica e responsabile". Poi: "Il mio ruolo e' stato e continuerà ad essere quello". Parola di Silvio Berlusconi. Ieri ha detto chiaramente, in un'intervista al Corriere, ed ha anche spiegato perché spesso di fa concavo e convesso. Lui che ha fondato di fatto la cosiddetta Seconda Repubblica, lo ha fatto solo ed unicamente per mantenere alti i valori della Prima, dei Craxi, degli Andreotti e dei Fanfani. Non poteva sopportare che i comunisti, battuti dalla storia, prendessero "usurpandone" il posto dei socialisti, del suo grande amico "Bettino". Ora non vorrebbe neppure che una nuova sorta di sinistra si impadronisse di una sorta di Terza Repubblica. Anche perché la voleva fare lui ma gliel'hanno bocciata. Berlusconi ha ben pesato quello che ha detto, perché si e' posto come riferimento di un ruolo centrista e riformatore. E subito Salvini, da capopopolo, gli si e' scagliato contro. Molti hanno scritto, visto che ha parlato a Firenze, il "divorzio di Firenze!". Anche il Giornale titola "Sfida nel centrodestra" poi con un fondo parla di un "finale a sorpresa" dopo essersi posto delle domande sull'impresa di Salvini: Chi comanda? Qual'e' la squadra? Quale la strategia e quali le parole d'ordine? E ancora, Giovanni Toti si sta candidando a fare il vive di Salvini o spera di convincere Salvini a fare il suo vice? Ma Sallusti ne ha anche per Parisi. Come può pensare di vincere un'elezione senza la Lega e magari un pezzo diForza Italia? Poi conclude con una sua sintesi: "Se vincera' il No al referendum, se si tengono nervi saldi e non ci si limita ad imitare Trump, se si cambieranno le regole in un certo modo, allora può cambiare la partita, i giocatori ed il modo di metterli in campo. Interessante e fattibile". Insomma quello che il direttore del Giornale sembra ipotizzare e' quel ritorno ad un sistema proporzionale, ultimamente evocato da Berlusconi. E lo stesso sembra fare Francesco Verderami sul Corriere, ritornando sulla sua intervista di ieri. E sicuramente questa e' una delle opzioni di Berlusconi, magari scoprendo un'insospettata "vocazione minoritaria", per prendere lui, in modo più forte ed autorevole, quello che e' oggi e' il ruolo di Alfano in nuovo governo di centrosinistra. Ma poi c'e' Barbara d'Urso che intervista uno scoppiettante Salvini, nella sua domenica a Canale 5, e ci mette anche la Meloni. Poteva andare Salvini nella tv di Berlusconi, in un omento così delicato, senza che lo avesse deciso lui stesso? E se invece il gioco di Berlusconi, fosse quello di recitare lui il ruolo del moderato, quale del resto e' realmente, facendo scatenare il leader legista e la Meloni? Ormai il "doroteo" Berlusconi guarda e osserva, si fa concavo e convesso ed ancora non ha smesso di stupire. 

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