De Luca-choc contro la Bindi,"Io impresentabile? Da ucciderla". Il Pd "Si scusi". Lui spiega il fuori-onda a Matrix

. Politica

Una ferita tutta in casa Pd difficile da rimarginare - e a quanto sembra non rimarginabile - quella dello scontro di un anno fa, poco prima delle Regionali, tra Vincenzo De Luca, oggi governatore della Campania, e Rosy Bindi, presidente dell'Antimafia che inserì il nome di De Luca nella lista dei candidati "impresentabili" per una vicenda giudiziaria che allora vedeva coinvolto il futuro presidente di regione, vicenda dalla quale De Luca è uscito "perchè il fatto non sussiste". A più di un anno di distanza da quello scontro De Luca è tornato a parlarne usando termini così forti nei confronti della Bindi che tutto il Pd è insorto chiedendogli di scusarsi e subito. "Quello che fece la Bindi è stata una cosa infame, da ucciderla. Ci abbiamo rimesso l’1,5%, il 2% di voti. Atti di delinquenza politica. E non c’entra niente la moralità, era tutto un attacco al governo Renzi" ha detto il governatore della Campania (in un fuori onda, al termine di un'intervista a Matrix). Le parole-choc di De Luca hanno comunque infiammato il Pd. "Sono parole inaccettabili, piena solidarietà a Rosy Bindi, De Luca si scusi al più prest" hanno detto all'unisono i vicesegretari del partito democratico Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, secondo i quali "nessuna polemica politica, per quanto aspra, o nessuna decisione, per quanto controversa, giustificano espressioni come quelle di De Luca riportate dai mezzi di informazione". Ma la replica di De Luca non si è fatta attendere e in una nota il governatore della Campania ha spiegato il caso attribuendolo ad una "delinquenza giornalistica" e assicurando che il suo scontro con la Bindi - alla quale riconferma il suo rispetto - era ormai acqua passata. "Ci ritroviamo di fronte all’ennesimo atto di delinquenza giornalistica Chiarisco che nell’intervista che ieri (mercoledì, ndr) ho rilasciato a Matrix nessuna domanda, e tantomeno alcuna risposta, ha riguardato l’onorevole Bindi. Al termine della stessa intervista, il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l’ospite Vittorio Sgarbi sull’onorevole Bindi. Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo"."Verificheremo - prosegue la nota di De Luca - con l’ufficio legale gli estremi della querela a fronte di una evidente violazione della privacy e violenza privata esercitata. Un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà. Per il resto, la vicenda, grave, di un anno fa è chiusa. Non c’era e non c’è alcun problema con l’onorevole Bindi, nei cui confronti, al di là di ogni differenza politica, riconfermo il mio rispetto oltre ogni volgare strumentalizzazione".

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