Ultimi sondaggi: il No avanti sul Sì (da 7 a 10 punti) ma decideranno gli incerti. Un italiano su due non andrà a votare

. Politica

A due settimane dal referendum costituzionale gli ultimi sondaggi - poi calerà il divieto - danno il No decisamente avanti rispetto al Sì , da 7 a 10 punti a seconda degli istituti di ricerca. Una galoppata quella dei contrari alla riforma che si sarebbe rinforzata negli ultimi due mesi. Ma si tratta di sondaggi e si è visto com'è andata con la Brexit e con Trump che alcune previsioni davano in svantaggio rispetto alla Clinton con una forbice perfino a doppia cifra a un paio di settimane dal voto. Quello che è certo è che il risultato finale del referendum sarà molto probabilmente deciso dagli incerti, più di uno su dieci (il 13%) secondo l'Ipsos di Pagnoncelli per il Corriere e addirittura uno su quattro secondo l'indagine Demos per Repubblica. Il tutto considerando che, ad oggi, un italiano su due non andrà a votare (partecipazione prevista da Ipsos al 53%) e che la maggioranza silenziosa in cui spera Renzi è, appunto, silenziosa e restia a rivelare le proprie preferenze ai sondaggisti, come le elezioni presidenziali americane hanno dimostrato. C'è poi il voto degli italiani all'estero di solito non considerato dai sondaggisti. Ma la forbice tra il No e il Sì sembra allargarsi a favore del primo più ci si avvicina alla data del 4 dicembre. Secondo l'istituto Demos il No ha raggiunto il 41%, mentre il Sì è sceso al 34%. La distanza è, dunque, di 7 punti, mentre il mese scorso era di 4. E in settembre era di 8, ma a favore del Sì. In due soli mesi le posizioni si sarebbero decisamente invertite. Secondo Pagnoncelli i contrari alla riforma costituzionale sono il 55%, i favorevoli il 45% (una differenza di 10 punti) e c'è stata una progressiva diminuzione del consenso a favore della nuova Carta da parte degli elettori dei partiti di opposizione: il Sì è sceso dal 40 al 31% tra quelli di Fi, dal 21 al 13% tra i leghisti e dal 19 al 15% tra i grillini.

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