Dr Berlusconi e Mr Silvio, lui per il No e Grande coalizione, l'altro con Mediaset per il Si'

. Politica

Quante volte si ripete nella vita ed anche in politica la storia del Dr Jekyll e Mr Hyde. E Berlusconi che si e' fatto concavo e convesso negli ultimi tempi in più di un'occasione e' arrivato addirittura a spiegarlo. Lui il dottor Silvio Berlusconi, buono ed indifeso, e' accoratamente per il No al referendum, ed ha anche un piano ben preciso. "Spero in una nuova legge elettorale proporzionale per poi arrivare ad una grossa koalition come in Germania". Invece Mediaset, di Mr Silvio, e' per il Si', perché "temono ritorsioni". In pratica l'intento di Berlusconi e' stato quello di spogliarsi del conflitto d'interessi e di rovesciarlo su Renzi. In un sol colpo si e' offerto all'opinione pubblica come indefesso paladino del No e della democrazia, e ha additato il governo come forza di sistema che "costringe gli uomini delle sue aziende a schierarsi con il Si' per paura di possibili ritorsioni contro le sue televisioni". Ma e' credibile? E' possibile che lui non conti niente nella linea, di chiaro appoggio a Renzi,  scelta da Mediaset?  Come se poi Confalonieri non fosse in grado di pensare con la sua testa. Quel Confalonieri che e' l'unico "ammesso a corte" in grado di poterlo contraddire. Come più volte e' avvenuto in passato. Lo fece dopo la rottura  con il governo Letta, "e' stato un black-out", lo fece quando il Cavaliere si innamoro' di Renzi, "stia attento che questo comunque e' un uomo di sinistra", da ultimo l'ha fatto sulle riforme costituzionali, quando disse "fa fino oggi dire, io voto no". Ma fino a prova contraria alla fine sempre ha deciso tutto Berlusconi. Dai piani alti del Biscione disinnescano la "bomba", "le aziende sono sempre pro governo". Anche questa un'affermazione, che se pur veritiera, risulta  alquanto infelice. Come dire che in qualche modo i servizi giornalistici sono se non pilotati, fortemente condizionati. Non e' certo un inno alla libertà di stampa. L'informazione dovrebbe essere sempre autonoma e sopra le parti per essere credibile. Anche se le aziende sono "filo governative per convenienze e non per attitudine", come detto da Mediaset, non giova all'immagine. Poi c'e'il fatto che il conflitto d'interessi che Berlusconi aveva spinto fuori dalla porta, e' parso rientrare dalla finestra. D'Alema infatti, che il Cavaliere lo conosce bene  per averlo frequentato, ha subito colto la palla al balzo e con una battuta l'ha elevata premonizione: "Renzi non ha messo Berlusconi nella foto dei cattivi. Vuol dire che lo considera un cattivo non irrecuperabile, diciamo…". 

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