Renzi ammette il "rischio" di un governo tecnico, "Può scongiurarlo solo una vittoria del SI'"

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Ad una settimana dal 4 dicembre Matteo Renzi ha ammesso chiaramente che in effetti - e quindi che le ipotesi in circolo non sono chiacchiere - c'è il "rischio" di un governo tecnico dopo il voto referendario, un rischio che solo la vittoria del SI' può scongiurare. "Il governo tecnico non lo posso scongiurare io, lo dovete scongiurare voi con il Sì. Il rischio c’è, è evidente" ha detto il premier a un’iniziativa per il Sì a Torino prendendosela anche con Mario Monti definito "l’ideologo e capo dei governi tecnici" che lo ha accusato di aver fatto troppi bonus fiscali. Dunque è un fatto, anche per il premier, che una ricaduta del referendum costituzionale sul governo "certo che c’è", "perchè è evidente - ha aggiunto - che non possiamo avere un paese fermo a galleggiare. Non sto a far politica per aggiungere una riga al curriculum vitae. Io non sto a vivacchiare e galleggiare nei giochini. Io non sono come tanti". Il 4 dicembre si gioca una partita difficile che, stando ai numeri dei partiti in campo, dovrebbe veder soccombere il fronte del SI' costituito in pratica solo dal Pd, e a Renzi non sfugge questa realtà, ma...: "Se dovessimo guardare i numeri dei partiti saremmo spacciati, considerando che il Pd ha il 35% e poi qualcuno del Pd non vota... saremmo 35% a 65%. Certo è una partita difficile, ma tanti non del Pd hanno voglia di un paese più semplice, più tranquillo: ragioniamo con le persone. E' una grande occasione per semplificare il sistema". Comunque il risultato del referendum, per fortuna secondo il premier, "non dipende dai partiti ma dai cittadini" ed è a questi che Renzi si rivolge, oltre all'appello a votare e a votare SI', lanciando un messaggio di speranza su una 'ricucitura' tra le forze politiche dopo una campagna elettorale velenosissima: "Certo che si potrà ricucire: dobbiamo smettere di parlare male degli altri. Mi accusavano di essere filo-berlusconiano perché non attaccavo Berlusconi. Grillo ha detto che siamo 'serial killer', una 'scrofa ferita'. Ma il 5 dicembre l'Italia tutta insieme dovrà andare avanti. Secondo me è meglio se potrà andare avanti più veloce. Ma se resta così comunque si deve andare avanti insieme".

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