"Appuntamento con il destino" per gli "uomini forti" con il referendum. Renzi spera nella "Maggioranza silenziosa". Ma esiste ancora?

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La storia e la politica insegnano sempre qualcosa. Basta saperle ascoltare con l'orecchio giusto, senza volerle plasmare secondo i propri desideri. Altrimenti il rischio e' grosso e l'appuntamento con il destino potrebbe riservare spiacevoli sorprese. Come e'accaduto a quelli detti "uomini forti" nella storia repubblicana. Fu la sconfitta nel referendum sul divorzio del '74 a determinare il tramonto di Amintore Fanfani e della sua epopea nella Dc e nel paese. Si apri' quella lunga ed incerta fase politica, che dopo le elezioni del '76, nelle quali la Dc conservo' una maggioranza risicata, porto' al compromesso storico. E Fanfani lo osteggiava nonostante fosse stato il primo agli inizi degli anni sessanta a dare il via al centrosinistra, cioè alla collaborazione della Dc con i socialisti. Fanfani trasformo' il referendum sul divorzio in un referendum politico, convinto che la "maggioranza silenziosa" fosse a sua o favore. Avrebbe poi voluto usarla per un nuovo assetto politico. Invece dovette cedere la segreteria della Dc a Benigno Zaccagnini, uomo della sinistra cattolica. Anche Bettino Craxi incappo' in un referendum, quello del'91 sulla preferenza unica. Con quel suo invito "andate al mare" inizio' la sua fase discendente. Infine Berlusconi, insieme a Bossi, venne sconfitto nel 2006 sul referendum, riguardante le riforme, molto simili a quelle di oggi. Un po' tutti puntavano sulla "maggiorana silenziosa" per avere la meglio, per sconfiggere insomma le forze di sinistra che li avversavano, e non solo sui contenuti, delle varie consultazioni. Ma chi rappresenta la "maggioranza silenziosa"? Secondo Antonio Polito, sul Corriere si tratta di "un pezzo di quella gran massa di italiani saltuariamente astensionisti, scarsamente politicizzati, socialmente piccoli borghesi, geograficamente di provincia, di solito sensibili ad un richiamo d'ordirne, gente che ha paura delle avventure e che si mobilita per impedire cambiamenti radicali e repentini". Poltito non descrive ne' un popolo bello, ne' tantomeno ambizioso, al contrario pauroso ed attaccato ai suoi piccoli o grandi privilegi. In realtà la "maggioranza silenziosa", come raffigurazione nacque, prima in Francia, dalla parte del generale De Gaulle, contro il "Maggio di Parigi" del 68 e poi in America in favore di Nixon in senso patriottico. Arrivo' anche in Itala per così' dire di rimbalzo (contro i contestatori di allora), e servi' a descrivere quel popolo moderato, lontano dalle piazze, ma inteso a farsi valere nel rispetto di certi valori. Polito pone una domanda. "C'e' da calcolare se esista ancora quell'universo di ceto medio affezionato alla status quo". "IL referendum ci dirà - spiega l'editorialista se esiste ancora un elettorato capace di stabilizzare il sistema politico, quando e' chiamato in difesa dell'ordine costituito, come e' accaduto nel '48, nel '76 e nel '94 (ndr. anche se in quelle occasione fu piuttosto un elettorato anticomunista ad esprimersi), in tutti i momenti decisivi della storia italiana". Ancora: "Oppure se nella stiva del paese reale quell'elettorato si e' ormai sciolto dai suoi legami, e si sposta di vola in volta dove lo porta il movimento delle onde, senza timore di destabilizzare la barca". La conclusione di Polito: "Se si verificasse questo, il ripetersi di un'anomalia, che già porto' alla nascita del governo Renzi nel 2013, non sarebbe più un'anomalia, e anzi certificherebbe il fallimento di una missione di governo. Ma soprattutto annuncerebbe un vero e proprio riallineamento storico della politica italiana, in cerca di un nuovo centro di gravita' permanente". 

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