Renzi sconfitto lascia dopo mille giorni: "Ho perso, mi dimetto, non ho convinto gli italiani"

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Matteo Renzi, sconfitto nel referendum, si dimette. Lo farà domani recandosi al Quirinale. In una conferenza stampa a palazzo Chigi il presidente del Consiglio ha riconosciuto la vittoria del NO e annunciato che domani rassegnerà le sue dimissioni nelle mani del capo dello stato. Finiscono così, alle 0.25 del 5 dicembre, i mille giorni del suo governo. Renzi si è assunto tutta la responsabilità della sconfitta, ha ringraziato chi si è battuto per far vincere il SI' e si è detto pronto a consegnare la 'campanella' di palazzo Chigi al suo successore "chiunque sia". "Il NO ha vinto in modo straordinariamente netto. Ora oneri e onori ai leader del fronte del No cui tocca, perchè hanno vinto, avanzare proposte serie sulla nuova legge elettorale" ha detto il premier riconoscendo di aver provato a vincere ("Non volevo partecipare ma vincere") ma di non essere riuscito a convincere la maggioranza degli italiani. Nell'incontro con la stampa Renzi, rivolgendosi ai sostenitori del SI' non ha nascosto che la sconfitta ha provocato in quel versante "rabbia, delusione, amarezza" e anche lacrime per l'esito del referendum, ma li ha invitati ad essere fieri e orgogliosi per quello che hanno fatto. "In un paese in cui non perde mai nessuno - ha aggiunto - io lascio: sono diverso, col nodo in gola vi dico che ho fatto tutto quello che potevo fare in questa fase. Non voglio galleggiare, vado via senza rimorsi, l'esperienza del mio governo finisce qui. Volevo tagliare un pò di poltrone ma la poltrona che salta è la mia. Viva l'Italia e in bocca al lupo a tutti voi"

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