Stravince il NO, 60% contro 40%. Renzi va via, "elezioni subito" chiede Grillo ma...

. Politica

A spoglio quasi ultimato, la maggioranza degli italiani ha bocciato la riforma costituzionale voluta dal governo. Il risultato del referendum è netto: 59,7% di NO (18,2 milioni di voti) contro il 40,3% di SI' (12,3 milioni di voti), con un'altissima affluenza alle urne, quasi il 70%. Venti punti di differenza che hanno travolto Matteo Renzi. Il premier non ha perso tempo ed ha annunciato le sue dimissioni - lo farà domani, nelle mani di Mattarella - assumendosi tutta la responsabilità della sconfitta ma se per il governo le dimissioni, che chiudono un'esperienza di mille giorni, segnano un punto preciso di svolta con il pallino ora nelle mani di Mattarella, per la situazione all'interno del Pd (martedì la direzione con l'interrogativo sull'atteggiamento che assumerà il suo segretario, cioè Renzi...) e per il prossimo futuro, cioè elezioni si o elezioni no, la matassa si fa ingarbugliata. Il fronte del NO vittorioso al referendum infatti appare diviso su come procedere da domani. Grillo e i Cinquestelle hanno chiesto con forza elezioni subito, con l'Italicum (all'eventuale ballottaggio vincerebbero contro centrodestra unito e anche contro il Pd); stessa richiesta da parte di Lega e Fratelli d'Italia. Ma Forza Italia frena e frenano anche quelli del Pd che pure hanno combattuto contro Renzi per l'affermazione del NO (vedi D'Alema e Bersani) Gli sviluppi politici e istituzionali di questa nuova pagina politica, dopo il risultato del referendum e le dimissioni di Renzi, si giocano su questo.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi