Grillo sfida Renzi: "Io voglio le elezioni subito, e tu?". Tempi stretti, domani l'Ok alla manovra

. Politica

Si stringono i tempi di questa crisi un pò irrituale innescata dal trionfo del NO al referendum, con un premier che vuole lasciare subito ed invece viene 'congelato' dal capo dello stato. Già domani sera il Senato voterà la manovra, un'accelerazione che prevede anche una fiducia per tagliare le obiezioni di chi si è dichiarato contrario ad un Ok-lampo alla legge di Bilancio. Quindi la conferma delle dimissioni di Matteo Renzi che verrebbero così scongelate. E forse già giovedì Mattarella - che non andrà alla prima della Scala - darà il via alle consultazioni per la formazione in un paio di giorni di un nuovo governo che avrà come compito principale quello di una nuova legge elettorale per poi chiamare gli italiani alle urne. Quando? O subito, e cioè appena possibile, magari a febbraio-marzo come vogliono alcuni (Grillo e lo stesso Renzi, sfidato dal leader M5s proprio su questo, e poi la Lega) oppure con un pò più di calma (Fi, la sinistra Pd) che chiedono più tempo anche - questa la loro versione - per evitare che Camera e Senato vengano eletti con gli attuali differenti sistemi. Una maggiore ponderazione che, se prevalesse contro la volontà di chi invece ha fretta di capitalizzare il voto referendario in un senso o nell'altro (gli stessi Grillo e Renzi) potrebbe anche portare questa legislatura ancora un pò più avanti, fino al termine naturale nella primavera del 2018, scavallando quindi l'estate prossima quando deputati e senatori avranno assicurati vitalizi e pensioni. Ma la spinta per un voto ravvicinato è forte, anche se prima di due mesi non se ne parla: infatti se sarà un Italicum 'corretto' quello con cui si andrà a votare se ne portà avere conferma non prima del 24 gennaio quando la Corte costituzionale, finalmente e con tutta calma, si pronuncerà sui ricorsi presentati contro l'attuale legge, come è stato annunciato oggi. Sui tempi del voto, su "elezioni subito", è partita la sfida tra Grillo e Renzi: il guanto lo ha lanciato il fondatore dei Cinquestelle che evidentemente non crede che il premier sconfitto al referendum voglia veramente andare ad elezioni anticipate e ravvicinate come dicono i rumors, i retroscena, le indiscrezioni e i titoloni dei grandi giornali. "Io voglio le elezioni subito, e tu?" dice Grillo a Renzi sollecitandolo a dargli una risposta domani sera, dopo la direzione Pd, sapendo bene che la sinistra interna dem è schierata contro questa ipotesi e che al Nazareno il segretario troverà una fiera e articolata opposizione alla sua proposta di andare subito alle urne. "Noi vogliamo andare al voto al più presto perché i cittadini hanno il diritto di esprimersi... Prima si vota meglio é. Noi la pensiamo così, il PD che ne pensa? La voce del suo segretario conta ancora qualcosa? Basta chiacchiere e battute. Siate chiari davanti agli italiani. Aspettiamo una risposta dopo la vostra direzione di domani" scrive Grillo sul blog.

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