Crisi aperta, Renzi al Colle per dimettersi: "O governo con tutti o voto dopo la Consulta"

. Politica

Prima l'ok del Senato alla manovra col voto di fiducia (173 a 108) come voleva Mattarella che aveva 'congelato' e frenato Renzi nella sua voglia di andar via da palazzo Cigi perchè, almeno, venisse rispettata questa scadenza. Poi la direzione Pd dove il premier-segretario si è presentato con la barba lunga ma deciso sulla linea già scelta: 'o un governo con tutti,  istituzionale e di responsabilità, o subito al voto' (una direzione dove ha parlato solo lui, lo scontro con la sinistra interna è stato rinviato). Infine la salita di Renzi al Quirinale per rassegnare formalmente le dimissioni nelle mani del capo dello stato cui ora tocca il pallino. Giornata caldissima quella di oggi conclusa con l'apertura formale di una crisi politica i cui sbocchi non sono ancora prevedibili e che toccherà a Mattarella sbrogliare cercado di trovare una soluzione capace di mettere d'accordo chi vuole elezioni immediate come Salvini ("altrimenti porteremo la gente in piazza") e Grillo, rifolgorato dall'Italicum e chi invece vuole almeno aspettare le decisioni della Consulta proprio sull'attuale legge elettorale, attese per il 24 gennaio, cioè tra 48 giorni... Ma il Colle ha già fatto sapere come la pensa, ritenendo "inconcepibile il voto subito" e assolutamente necessario avere leggi elettorali omogenee per Camera e Senato cosa che oggi non è . Renzi si è trattenuto al Quirinale con Mattarella per 45 minuti. Si aspetta di sapere con quale formula sono state accettate le sue dimissioni che farà capire le intenzioni del capo dello stato. Le consultazioni dovrebbero iniziare già domani, Renzi non parteciperà: lo ha annunciato lui stesso spiegando che la delegazione Pd sarà composta da Guerini, Orfini, Zanda e Rosato.

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