Renzi, "Cincinnato da Pontassieve" , "senza un euro", che pensa a riprendersi la leadership nel paese

. Politica

Matteo Renzi si ritirerà nella sua Pontassieve, dopo il "gran rifiuto" di rimanere a palazzo Chigi seguito alla sconfitta del Si' al referendum. "Novello Cincinnato" (condottiero romano, vissuto nel V secolo a.C., dopo avere ricoperto le cariche di Console e dittatore, si ritiro' in campagna dopo un no del Senato ad una sua legge, per vivere dei prodotti della terra), confida: "Da domani io faro' l'autista ai miei figli e li  porterò a calcio e a scuola". Questo per sottolineare la sua figura di politico unico nel firmamento italiano, "c'e' un solo uomo che lascia avendo i voti e la richiesta del Presidente della Repubblica di restare. Berlusconi ha lasciato perché gli hanno tolto i voti. Prodi idem. Io, con 173 votivi di  fiducia, lascio. E senza paracadute". Perché ? Da domani Renzi non avra' più un euro di stipendio e passera' da premier a marito a carico della moglie insegnate. Infatti e' il primo premier a lasciare senza essere anche deputato o senatore. Tutto vero. Ma e' davvero pensabile che Renzi rimanga senza un euro? Comunque lui, la sua figura l'ha fatta e poco importa che dalle parti del suo ritiro, lontano dai fasti di villa Certosa, lo ricordino con il soprannome del "Bugia".  Il Cincinnato da Pontassieve" curerà i suoi piccoli e la moglie solo per qualche giorno. La strategia infatti e'precisa e parte dalla sua prima vittoria. Si atteggia vittima politica, ma  ha piazzato il colpo che voleva, pur avendo contro opposizioni e la minoranza del suo Pd, ha fatto un "governo Renzi senza Renzi". Pare che abbia disposto anche tutto, oltre al nome del nuovo premier, Paolo Gentiloni, chi dovrà entrare od uscire dal nuovo governo. La data di scadenza del governo stesso, a giugno. Addirittura il giorno delle elezioni, nella prima domenica appunto di giugno, il 4. Alla faccia del Cincinnato. E poi la sua simpatia per "Er Fotocopia", ovvero il "Conte rosso" Gentiloni, forse e' anche dovuta al fatto che Conte vorrà diventare anche lui, ma per vestire i panni del vendicatore una sorta di "Conte da Montassieve", tanto per regolare i conti con tutti. Si parte ovviamente dal suo Pd, dove e' cominciata la fase congressuale che prenderà il via formalmente ll 18 dicembre a Milano, con l'Assemblea nazionale. Per arrivare al Congresso a marzo che vuole vincere per poi presentarsi alle primarie del Pd e prendere almeno due milioni di voti. Cose dallo stesso Renzi confidate o fatte trapelare. In modo da riprendersi la leadership e presentarsi, come candidato alle prossime elezioni del Pd. Ed a quel punto regolare i conti con i suoi avversari, poco importa se sia Berlusconi o Grillo. L'importante e' vincere. Il piano di Renzi ha ottime possibilità di andare in porto, perché nel paese mantiene un grande consenso. Forse potrebbe risparmiarsi, più che qualche perdonabile bugia, inutili recite di ruolo. inutili. Tanto gli ialini ormai sono abituati ad ogni spettacolo della politica, e preferiscono la commediola al dramma.

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