Il dramma umano di Fini "imbrogliato" dalla famiglia Tulliani, "Che tristezza ammettere di essere un coglione a 65 anni…"

. Politica

Gianfranco Fini, ex presidente della Camera ed ex leader di An, e' un uomo moralmente distrutto. Sta vivendo un vero e proprio dramma famigliare. Forse aveva sospettato qualcosa, ma non che un'intera famiglia, quella della moglie, Elisabetta, spendesse il suo nome per arricchirsi con affari milionari. Per di più non leciti, partecipando ad un riciclaggio in grande stile, di denaro proveniente dall'evasione fiscale del gioco d'azzardo.  E proprio all'apice della sua carriera politica, quando era presidente della Camera ed in lotta con Berlusconi, cercava di lanciare un'opa sul centrodestra. Il finale e' stato politicamente triste, ma ancora più triste appare la sua vicenda umana. Perché non c'e' ragione di non credergli, quando costernato afferma: "Sono stato un coglione, corrotto mai". Anche ammettere di essere un coglione, purtroppo mette una pietra tombola sul politico Fini. In politica essere coglioni o cretini, non e' una scusante, anzi. Fa venire meno la fiducia. L'ex presidente della Camera, raggiunto dal Fatto Quotidiano, che gli ha chiesto spiegazioni anche sul bonifico di 3,5 milioni di euro al suocero e al cognato, legato al decreto sulle slot machine, ha risposto: "Scopro tutto ora". Presidente ha sentito? La società della casa di Montecarlo per i magistrati e' di sua moglie. "Lei dice? Addirittura di mia moglie, nemmeno del fratello Giancarlo, e' sicuro?". La società Timara e' riconducibile a Elisabetta Tulliani. I pm hanno trovato le procure del 2014 rilasciate da sua moglie. "Che devo dire (ride nervosamente) sono notizie delle quali non ero minimamente a conoscenza". Ne ha parlato con sua moglie Elisabetta? "No, lo scopro adesso da lei". Ci sono 3,5 milioni bonificati a suo suocero e a suo cognato, e a lei non hanno detto nulla? "Pensa che me lo abbiano detto?". la sua risposta. Davvero credeva ai Tulliani? "Giancarlo mi disse che l'appartamento non era di proprietà e io dissi che se fosse stato di sua proprietà mi sarei dimesso". Gli ho creduto, si'". Fini sa bene di avere pagato un prezzo elevatissimo, quello che di più elevato c'e', soprattutto per un uomo di destra, dove i valori sono ritenuti fondamentali, quello dell'onore. La sua amara conclusione: "Secondo lei e' piacevole a 65 ammettere di essere un coglione?". 

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