Se Atene piange, Sparta non ride, Beppe Sala indagato per Expo si autosopsende

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Se Atene piange, Sparta non ride. Quasi all'unisono due vicende giudiziarie sconvolgono i comuni di Roma e di Milano. Nel capoluogo lombardo il sindaco, Beppe Sala, indagato per appalti all'Expo, si autosospende. L'annuncio nella notte, dopo un vertice a casa con i suoi, ed una telefonato al premier: "Sull'onesta' non si scherza". Il sindaco ha subito convocato la sua vice, che dovrà svolgere le sue funzioni, anche se nulla e' codificato, e il segretario cittadino del Pd.  La vicenda e' molto complessa, complessa anche all'interno della stessa magistratura. Infatti la procura di Milano aveva archiviato l'inchiesta, che e' stata avocata dalla procura Generale, che contesta a Sala il reato di "falso materiale" e di "falso ideologico". La fascia tricolore resta per ora congelata e la supplenza passera alla sua vice. La scelta di Sala non implica, almeno al moneto il commissariamento, che si concretizzerebbe solo nel caso in cui si arrivasse a dimissioni o a decadenza. Sala con i suoi ha manifestato tutta la sua delusione mista ad incredulità ma non ascolta chi accosta la svolta giudiziaria al post referendum. L'inchiesta partita nel 2012 riguarda l'aggiudicazione dell'appalto dell'impresa Mantovani con un ribasso del 42% su una base d'asta di 272 milioni di euro ed e' stata uno dei motivi dello scontro tra l'ex procuratore Edmondo Bruti Liberati e l'allora suo aggiunto, Alfredo Robledo, poi trasferito d'ufficio a Torino.

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